Due rioni contro il degrado «Scenderemo in strada»

Gli inquilini di via Caduti per Servizio e via Rigopiano: «Promesse non mantenute» E Pettinari annuncia per il 14 luglio una nuova mobilitazione davanti alla Regione
PESCARA. Due rioni, Fontanelle e via Rigopiano, uniti nella lotta contro il degrado delle abitazioni e dei luoghi in cui vivono oltre un migliaio di cittadini. Il prossimo 14 luglio gli uffici della Regione, in viale Bovio, diventeranno idealmente la loro Bastiglia. Tra due settimane, alle 10, le associazioni "Una mano per via Rigopiano" e "Insieme per Fontanelle" , guidate rispettivamente da Lara Membrino e Nello Raspa, sostenuti, come sempre nelle varie battaglie, dal consigliere regionale Domenico Pettinari, porteranno in strada una folla arrabbiata di cittadini che chiederanno «al presidente Luciano D’Alfonso di mantenere le promesse». Una supplica ribadita ieri mattina durante l’ennesima visita di Pettinari in via Caduti per Servizio, nel quartiere Fontanelle, 202 appartamenti dell’Ater e 300 del Comune, costruiti intorno agli anni Ottanta per ospitare oltre un migliaio di assegnatari.
«Qui il Comune vuole fare la piazza colorata accanto ai palazzi che cascano a pezzi» ironizzano gli inquilini che escono allo scoperto, ci mettono la faccia e il nome, perché non ne possono più «di essere ignorati da politica e istituzioni». Un grido di dolore che si rinnova continuamente.
«A febbraio D’Alfonso è venuto qui, ci ha promesso che avrebbe sistemato le case entro l’estate ma l’estate è arrivata e le nostre abitazioni si allagano quando piove perché l’Ater nel frattempo ci ha pure costretto, a spese nostre, a smantellare le tettoie sui terrazzi per permettere l’avvio dei lavori». E invece i cantieri, che avrebbero dovuto chiudersi dopo 135 giorni a partire da febbraio, non sono mai stati aperti.
«Abbiamo speso anche fino a 300 euro per togliere le tettoie», attacca Giustina Polidoro, civico 48, «al primo scroscio di pioggia sono caduta sul terrazzo» racconta, mentre mostra le ferite sulle gambe. Maria Savini ha 85 anni e vive al primo piano di un alloggio situato accanto «a un lampione rotto da due anni, ho paura a uscire al buio». Giovanni Fabrizio, civico 48, dice che «in sala e in cucina piove, i muri sono bagnati, se accendo tutte le lampadine salto in aria». A Daniela Di Tullio, civico 51, «è crollato un solaio in casa, sono venuti i vigili a fare un sopralluogo e poi l’Ater a tappare i buchi». Nello stesso edificio, Maria De Acetis «scende con l’ascensore insieme all’acqua che cola lungo i muri». Patrizia Rosini, civico 58, combatte contro «i topi e gli escrementi di piccioni, i portoni rotti e le disinfestazioni pagate di tasca nostra».
«Ogni volta che chiamiamo l’Ater per un intervento», interviene Pietro Iezzi che apre le porte, al civico 53, della sua abitazione profumata e ordinata, «ci rispondono che non hanno fondi. Quindi ,le muffe sui miei muri sono lì da anni. Mi hanno risposto: chi te lo fa fare a vivere lì? Assurdo che le istituzioni rispondano in questo modo, ma non rifiutano mai i nostri affitti». Gli assegnatari delle case Ater di Fontanelle pagano mensili da 20 a 300 euro. Al governatore della Regione chiedono «il rispetto delle promesse». Nel febbraio scorso D’Alfonso, si è recato a Fontanelle insieme ai vertici Ater e i titolari delle imprese che avrebbero dovuto iniziare i lavori di ristrutturazione di balconi, pavimenti, muri, pilastri, centraline elettriche e vari altri interventi di igienizzazione infrastrutturale, con i fondi di un finanziamento regionale pari a 2 milioni e 400 mila euro. Pettinari aggiunge che «sarebbero necessari altri due milioni da reperire tra le pieghe dei 18 milioni di fondi concessi al Comune». E si prepara alla prossima battaglia in consiglio, lunedì prossimo «contrasterò con tutte le mie forze la sanatoria contro gli abusivi, 200 a Pescara e provincia e 15 a Fontanelle, oltre a quelli di via Rigopiano».
In questo altro quartiere caldo della microcriminalità, le donne, come Lara Membrino a capo del neonato comitato, combattono la loro «personale guerra di sopravvivenza quotidiana. Ma ora non siamo più soli, facciamo fronte comune con i cittadini di Fontanelle». In una lettera che ieri circolava, il governatore- senatore, in riferimento a via Rigopiano, «prega il direttore dell’Ater di valutare la copertura occorrente per realizzare le opere di recupero necessarie, piuttosto che impiegare preziose risorse per gli sgomberi, poiché, mi dicono gli uffici, abbiamo speso 450mila euro». Di nuovo a Fontanelle. Al civico 49 un papà preoccupato allontana il figlioletto da due voragini che si sono aperte sull’asfalto dove sono adagiati pezzi di laterizi e cemento sbriciolato. Nell’androne dell’edificio, rimane sempre aperta la stanza delle autoclavi con i fili scoperti. Chiunque può entrare, anche i bambini. I pilastri del fabbricato cascano a pezzi. Il cortile è sommerso dai rifiuti «indice di pessima educazione e cattive abitudini dei residenti» fa notare Raspa, allargando le braccia.

