Duemila firme per difendere la biblioteca

9 Giugno 2021

Di Giampaolo: rischio chiusura per la carenza di personale. E gli operatori si appellano alla Regione

PESCARA. Minuto dopo minuto le firme alla petizione per difendere la biblioteca Di Giampaolo di Pescara salgono, e i promotori della raccolta firme per scongiurare la chiusura del presidio culturale di via Tiburtina vogliono di più e continuano a puntare l’attenzione sull’istituzione. Lanciata appena quattro giorni fa, la petizione ha già collezionato quasi 2 mila adesioni, ma gli organizzatori puntano in alto, «perché vogliamo un incontro con l’assessore regionale forti dei numeri di questa iniziativa. Allora sarà difficile ignorarci», afferma Roberto Di Lodovico operatore culturale, tra i promotori della raccolta.
Ieri mattina insieme alla bibliotecaria Nadia Guardiano, a Dario Tiberio, presidente dell’associazione Pas (Partecipazione attiva studentesca), e a Piero Rovigatti, docente di Urbanistica dell’università D'Annunzio di Chieti Pescara e alla presenza di Domenico Valente, fondatore della biblioteca, hanno riepilogato i passi di una vicenda che sta portando inesorabilmente alla chiusura dell’istituzione dalla storia cinquantennale. Nata negli anni ’60, dalla fusione del progetto del centro sociale giovanile creato nell’ambito di un intervento della Cassa del Mezzogiorno, con la biblioteca magistrale della scuola di via Milano, la Di Giampaolo prima in via Fiume, poi in piazza Salotto e infine in via Tiburtina, negli anni è divenuta punto di riferimento dell’attività culturale cittadina. «Una biblioteca non è un contenitore di libri, è un luogo identitario per una comunità», rivendica Nadia Guardiano.
La biblioteca, che al momento è aperta solo per appuntamento per il prestito di libri per tre giorni a settimana e che vanta un patrimonio di 40 mila tra volumi, audiovisivi e fumetti, è a rischio chiusura per via della mancanza di personale a causa dei pensionamenti. «Negli ultimi quattro anni», ricorda Di Lodovico, «siamo passati da 10 operatori a 2. Siamo stati un punto di riferimento importante della città, al centro del dibattito culturale. Oggi rischiamo di perdere parte del patrimonio e della memoria della nostra comunità». «Ciò che serve», continua Guardiano, «è un'azione per sostenere e potenziare tutto il sistema bibliotecario regionale e non capiamo perché questo non venga recepito da chi amministra la Regione».
Qualche giorno fa anche le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno richiesto un incontro all’assessore regionale Daniele D’Amario, «per elaborare delle proposte per scongiurare il depauperamento di strutture essenziali per lo sviluppo civile della nostra comunità».
La biblioteca, riepiloga il docente Rovigatti rientra «tra i quartieri prioritari e complessi. In quella zona ci sono 3 mila tra bimbi e adolescenti per i quali le uniche alternative sono scuole, parrocchie e istituzioni culturali». «Assistiamo a una destrutturazione complessiva delle istituzioni culturali e la Di Giampaolo è un baluardo fondamentale», ribadisce Tiberio. Si unisce alla battaglia il comitato di quartiere per una Nuova Rancitelli che evidenzia come «la chiusura significherebbe una perdita gravissima per la città, ma soprattutto per i quartieri, come il nostro e San Donato, serviti da una biblioteca che in questi anni ha svolto un ruolo fondamentale per i servizi offerti al territorio e per le iniziative animate, in collaborazione con il nostro comitato e con altre associazioni, in una zona periferica di Pescara».
Per firmare la petizione: www.change.org/p/regione-abruzzo-difendiamo-la-biblioteca-f-di-giampaolo-di-pescara.
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