E a Popoli non cala l’attenzione sulla sanità

26 Marzo 2017

Confermata la protesta del 31 marzo: «L’emergenza al Santissima Trinità non è affatto terminata»

POPOLI. L'ospedale non è ancora salvo. Non è un grido d'allarme, ma un invito a riflettere lanciato da uno degli attivisti del movimento “Avanti tutta Indietro non si torna”, il medico Luigi Liberatore. «La Camera dei deputati ha approvato un emendamento (quello di Antonio Castricone del Pd, ndr) su un decreto legge che dovrà ancora essere approvato dal Senato», afferma,, «in base al quale, per i Comuni del cratere sismico del terremoto dell'Aquila del 2009, non si applicano, per 36 mesi, le disposizioni del decreto Lorenzin (il numero 70 del 2015). Qualcuno afferma e scrive che l'ospedale di Popoli ora è salvo».

Si tratta, al contrario, solo di una proroga al decreto Lorenzin. La situazione rimane quella attuale, con i problemi e le incertezze che al momento scandiscono la vita dei reparti sanitaria. «L'ospedale» riprende il medico «non sopravviverà per tre anni. Se il governatore Luciano D'Alfonso non vorrà restituire a Popoli la propria autonomia, se non lo reinserirà fra gli ospedali regionali, se non ridarà all'ospedale le risorse tecniche e umane che gli sono state tolte, l'emendamento non porterà i frutti sperati. Per questo motivo, è importantissimo partecipare alla manifestazione organizzata dal nostro movimento il 31 marzo prossimo. Corteo che ci vedrà marciare verso la sede del governatore al quale andremo a chiedere di riportare il nostro ospedale alle stesse condizioni e che aveva prima del decreto Lorenzin. Quel decreto riporta Popoli fra le zone disagiate, così come previsto dal decreto, pertanto per salvaguardare l'ospedale di Popoli, basta avere solo la volontà di farlo» afferma Liberatore «non ci sono più impedimenti legislativi tali da giustificare le decisioni politiche che hanno portato allo svuotamento dei reparti attuato negli ultimi tempi».

Walter Teti

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