E a Rigopiano 20 persone prigioniere del Resort
Nel prestigioso hotel a 4 stelle isolato da un muro di neve anche due bambini Omogeneizzati, pannolini e tachipirina portati dall’elicottero dei vigili del fuoco
PENNE. Non solo la mancanza di corrente elettrica e di acqua in molti comuni, ma anche l’impraticabilità delle strade ha prolungato l’emergenza nelle zone più montane e interne della provincia, come l’area vestina dove la neve ha raggiunto i due metri. A farne le spese sono state decine di famiglie residenti nelle contrade e nelle frazioni più defilate, ma anche gli ospiti e i dipendenti, una ventina di persone in tutto, del prestigioso hotel Rigopiano, il resort a 4 stelle frequentato da vip e turisti stranieri.
Isolato da due metri di neve, infatti, la spa a 1.200 metri di altezza è rimasta completamente isolata dopo l’ingente nevicata di giovedì. Circondata da un muro di neve inaccessibile anche agli spazzaneve che hanno provato a liberare la struttura e i suoi ospiti, tra cui anche due bambini di uno e quattro anni, la spa era autosufficiente per quanto riguarda gli adulti, ma non per le necessità dei bambini che avevano bisogno di omogeneizzati, pannolini e tachipirina. È per questo che dopo l’allarme dato dal direttore della struttura ai carabinieri che hanno allertato la prefettura, è scattato il piano di intervento che ieri mattina ha visto l’intervento dei vigili del fuoco arrivati da Pescara con un elicottero, l’unico mezzo in grado di raggiungere la struttura e far arrivare agli ospiti quello di cui avevano bisogno in attesa che la Provincia facesse il resto. E cioè che inviasse le turbine, arrivate poi ieri pomeriggio a Rigopiano per liberare, dopo un lungo lavoro, la strada e gli accessi al resort. Un’avventura a lieto fine per le venti persone rimaste letteralmente prigioniere della struttura che, pur attrezzata per l’emergenza con un generatore di corrente, ha dovuto comunque utilizzarlo a singhiozzo per garantire la luce e il riscaldamento più a lungo possibile.
Ma nella zona vestina non è stata l’unica emergenza. A Penne, rimasta a secco nelle contrade Colle Maggio e Villa Degna, come pure a Farindola (in località Cupoli e Colle Trotta) perfino l’obitorio è rimasto inaccessibile a causa di un albero caduto sotto il peso della neve.
«Siamo ancora senza luce», tuonava al telefono ieri sera da Vestea, frazione di Civitella Casanova, Angela Di Lodovico esasperata da tre giorni senza acqua calda e senza riscaldamento, «siamo bloccati da tre metri di neve e nessuno che ci risponde», protestava. Come lei, centinaia di persone che le varie amministrazioni comunali, spalleggiate dai vigili del fuoco e dai carabinieri delle singole stazioni hanno cercato di assistere almeno sulle urgenze. La sera della bufera di giovedì, ad esempio, i carabinieri della compagnia di Penne diretti dal capitano Alessandro Albano hanno consegnato otto bombole di ossigeno ai malati nelle rispettive abitazioni da cui erano impossibilitati a muoversi, garantendo il servizio anche ai dializzati che avevano bisogno di fare la dialisi in ospedale e procurando gruppi elettrogeni a chi aveva macchinari particolari e non poteva rischiare di rimanere senza corrente, come di fatto è successo in tutta la zona.
Le situazioni più difficili ci sono state nelle strade secondarie, ma anche nelle frazioni: gli spazzaneve della Provincia hanno liberato le strade principali, ma non sono arrivati nelle stradine secondarie dove, ai disagi della neve si sono aggiunti quelli causati dagli alberi crollati. Emergenze che si sono verificate a Farindola, Pietranico, Corvara, Villa Celiera, Civitella, Rigopiano e Carpineto che, da ieri, è rimasta anche senz’acqua.
(s.d.l.)
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