E a San Giovanni Teatino si svuotano gli studi medici

3 Marzo 2020

SAN GIOVANNI TEATINO. Nonostante il caso del paziente di San Giovanni Teatino risultato positivo al coronavirus, la popolazione non si sta facendo prendere dal panico. Anzi, a sentire alcuni dei...

SAN GIOVANNI TEATINO. Nonostante il caso del paziente di San Giovanni Teatino risultato positivo al coronavirus, la popolazione non si sta facendo prendere dal panico. Anzi, a sentire alcuni dei medici di base che operano in zona, fino a questo momento a regnare sono prevenzione e cura. A offrire un monito di quello che sta accadendo in questi giorni sono proprio i medici di base che ogni giorno hanno a che fare con le tante richieste dei pazienti. «Devo dire che fino a questo momento ho notato una grande maturità da parte dell'utenza», dice il dottor Massimo Calisi, che ha lo studio in via San Marco a Sambuceto. «Le istruzioni che arrivano dal governo nazionale e da quelli locali vengono seguite con scrupolo e attenzione. Questo tradizionalmente è il periodo più critico per l’influenza, ma questa volta, con il coronavirus nell’aria, i pazienti preferiscono telefonare, descrivere i sintomi e chiedere consigli, piuttosto che venire direttamente in studio, seguendo le linee guida che sono state fornite». E prosegue: «Nello studio uso la mascherina, così come durante le visite domiciliari. Devo dire con soddisfazione che si cade sempre meno nelle fake news, utili solo a seminare paura e terrore. La quasi totalità dei pazienti che frequenta lo studio è vaccinata contro la tradizionale influenza. Per il virus servirà un po’ di pazienza in più, ma guai a scatenare isterismi che non servono a nulla». Insomma, il quadro tracciato parla di un’utenza disciplinata e matura, capace di distinguere tra le informazioni utili alla prevenzione e quelle volte solamente ad agitare le acque. La conferma arriva anche dal dottor Lamberto Marinucci, che sempre a Sambuceto lavora in via Garibaldi, il quale non fa che rinforzare i concetti espressi dal collega: «È vero, il numero di telefonate è decisamente cresciuto in questi ultimi giorni, mentre i pazienti in studio sono diminuiti. Del resto questo è quanto chiesto dai piani alti e il fatto che l'utenza abbia recepito è indice di accortezza». Poi va avanti: «Con il bombardamento mediatico di questi giorni capita spesso, per non dire sempre, che non appena venga ravvisato qualche sintomo influenzale subito si associa al coronavirus. Ma non è così, il virus ha sintomi ben precisi: febbre alta e difficoltà respiratoria sono i segnali che possono far pensare al contagio. Per il resto, considerando che siamo ancora nel pieno dell’inverno, è facile contrarre una tradizionale influenza che però rimane tale. Tuttavia», conclude il medico, «anche nel mio studio ho notato grande maturità da parte dei pazienti. Nessuna scena di panico, nessun allarmismo. Una buona cura dell'igiene personale, a partire dal lavaggio delle mani con acqua e sapone, è il primo tassello per l'opera di prevenzione».(a.d.s.)
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