E adesso tutti contrari ai lavori in corso Vittorio Chiesto il rinvio di 2 mesi

Nella commissione di ieri anche la maggioranza si schiera contro E l’opposizione: il centrodestra si sveglia ora, clima da resa dei conti
PESCARA. Sono tutti d’accordo: i lavori di riqualificazione di corso Vittorio Emanuele non possono cominciare il 19 giugno, come previsto dal Comune, perché rischiano di danneggiare i commercianti durante il periodo dei saldi, il più importante per il settore, per cui vanno rinviati alla seconda metà di agosto. Chiedono il rinvio maggioranza e opposizione, senza distinzione: nessuno difende la scelta di partire la prossima settimana e continuano a dire “no” i negozianti del corso. Ieri mattina l’appello è partito durante la riunione congiunta delle commissioni comunali Controllo e Garanzia, presieduta da Piero Giampietro (Pd), e Attività produttive, presieduta da Fabrizio Rapposelli (Fi), che hanno ascoltato alcuni commercianti tra cui Marina Dolci, Sonia Di Bernardo, Tina Di Lorenzo, Irene Listorti e Angelo Bonsignore, assolutamente contrari al cantiere nel periodo delle promozioni estive. Poi, nel corso della giornata si è fatta largo la possibilità che questa richiesta venga accolta, ma solo parzialmente: con l’arresto del dirigente del settore Lavori pubblici Fabrizio Trisi il settore è stato affidato (per ora) a Giuliano Rossi che dovrà valutare tutti i progetti del Comune, per cui ci vorrà del tempo prima di entrare nella piena operatività.
La bocciatura delle scelte del Comune è trasversale. E parte dal centrodestra. Rapposelli, con i consiglieri Ivo Petrelli e Alessio Di Pasquale, si dice «favorevole alla sistemazione di corso Vittorio perché la strada è massacrata, ma non in questo periodo, perché va a collidere con i saldi. Il commercio va tenuto in debita considerazione anche per la tempistica di queste opere. L’assessore ai Lavori pubblici, Luigi Albore Mascia, l’avrebbe dovuto concordare con l’inesistente assessore al Commercio, Alfredo Cremonese, per capire il periodo migliore. La giunta è un organo collegiale, si devono parlare e approfondire questi temi. La nostra proposta è di far partire il cantiere il 18-19 agosto, dopo i saldi e cinque giorni dopo la riapertura delle scuole, altro problema che siamo convinti si possa ovviare con una nuova organizzazione di cantiere». Molto critico Giampietro che contesta «l’utilizzo, per i lavori sull’asfalto, di fondi ministeriali destinati alle piste ciclabili: per noi non si può fare. E poi, se si programmano interventi che hanno un così forte impatto sulla vita delle persone, vanno sentiti gli interessati. La giunta Masci non ha idea di come far convivere la città con i lavori pubblici, è chiaro». Poi l’attacco alla maggioranza che «si sveglia solo oggi e dice che forse è il caso di spostare la data. Nel centrodestra c’è ormai c’è un clima di resa dei conti. Siamo al tutti contro tutti, come emerso in commissione». Cremonese si difende: «Ho fatto due riunioni con le associazioni di categoria e gli uffici e chiesto di spostare l’intervento ma ho sempre avuto risposte negative perché si rischiano penali. Non posso incidere su scelte che non sono del mio settore», dice. «Abbiamo però ipotizzato insieme di non chiudere tutta la strada e di procedere a tratti. Sono pronto ad accogliere proposte positive dai consiglieri, ma non sono arrivate». Ieri, intanto, gli uffici hanno valutato la possibilità di un rinvio ma solo attorno al 20 luglio, per evitare che ci sia ancora il cantiere alla riaperture delle scuole. Una decisione da prendere nei prossimi giorni, sentiti il responsabile unico del procedimento e l’impresa. Ad ora è improbabile che si parta il 19.

