E al pronto soccorso è psicosi da Covid

30 Dicembre 2021

Il primario: arrivano persone per sintomi minimi o per un contatto con un positivo, ma così si rischia il blocco degli accessi

PESCARA. Pronto soccorso di nuovo a rischio blocco degli accessi a causa dell’elevato afflusso dei pazienti che si registra negli ultimi giorni per pazienti Covid e non. Giornata critica quella di martedì quando, nel pomeriggio, medici e infermieri si sono trovati a dover assistere contemporaneamente 10 codici rossi e 32 persone positive. Più tranquilla, se si può dire, la situazione di ieri.
Di fatto, la pressione sulla struttura inizia a sentirsi, e per evitare che si debba ricorrere a uno stop si stanno studiando delle strategie. «Il problema», spiega il primario Alberto Albani, «è che ci troviamo davanti a una circolazione del virus molto molto elevata, dovuta al fatto che la variante Omicron ha una diffusione rapidissima. Quindi ci sono tanti positivi e purtroppo persone che in presenza anche dei minimi sintomi, o solo per aver avuto un contatto con una persona con il Covid, invece che contattare i medici di medicina generale o le Usca vengono da noi in pronto soccorso, contribuendo ad intasare il tutto. In questo momento devo dire che abbiamo un numero di pazienti non ancora a livello di altre situazioni registrate nel recente passato, ma comunque una certa pressione sulla struttura ospedaliera si inizia a sentire. Nelle ultime ore abbiamo ricoverato 70 persone. Abbiamo dei numeri significativi, per cui stiamo cominciando ad organizzarci».
Da qualche giorno, si stanno utilizzando anche i locali del vecchio pronto soccorso. «Qui», fa presente Albani, «abbiamo creato uno spazio di area grigia, in cui accogliamo sostanzialmente quei pazienti che sono in attesa di tampone». Per evitare che la situazione diventi ancora più critica, considerando anche le imminenti feste di fine anno e di Capodanno, il primario rivolge un appello, l’ennesimo, a recarsi in pronto soccorso soltanto se davvero necessario.
«Il mio invito è di chiamare, in caso di sintomi influenzali o se si sono avuti contatti con dei positivi, i medici curanti, i quali poi forniranno tutte le indicazioni necessarie. Arrivare da noi», sottolinea, «con un tampone positivo e da asintomatici non ha senso. Non serve a nulla, se non a intasare la struttura e a distogliere il personale da chi ne ha davvero bisogno». Ma Albani, alla luce proprio dell’alta circolazione del virus, lancia anche un altro appello ai pescaresi. «Usiamo per favore le mascherine. Insieme ai vaccini sono fondamentali. Impediscono che il Covid si diffonda. Importantissimo è anche mantenere il distanziamento. Solo utilizzando questi accorgimenti possiamo evitare di ammalarci. Sono le nostre armi. Ripeto, mascherine, distanziamento e vaccino». Negli ultimi due giorni nel Pescarese, si sono registrati quasi 500 positivi. Numeri che non si leggevano da mesi.