E all’Aquila l’addio ai caduti del 118 col ministro Pinotti

La folla applaude l’elicottero che volteggia sulla chiesa Cialente: «A loro dedicheremo una strada o una piazza»
L’AQUILA. Quegli applausi all’elicottero del 118 che volteggia sulla chiesa di San Bernardino in piazza d’Armi sono l’omaggio più indovinato ai caduti della solidarietà. Quelle parole di Maria Chiara Bucci, che al papà-eroe ha mandato un bacio con il vento, sono il momento più commovente dei funerali che hanno richiamato e fermato una città. Quella promessa del sindaco Massimo Cialente di intitolare una strada o una piazza alle sei vittime di Campo Felice è il ricordo più bello nella giornata del dolore.
L’Aquila e l’Abruzzo hanno commemorato quattro delle sei persone morte nello schianto dell’elicottero sul Monte Cefalone: il medico Walter Bucci, l’infermiere Giuseppe (Peppe) Serpetti, il tecnico verricellista Mario Matrella e Davide De Carolis, volontario del Soccorso alpino. I funerali delle altre due vittime, Gianmarco Zavoli, pilota dell’elicottero, e di Ettore Palanca, lo sciatore soccorso sulle piste di Campo Felice, sono stati celebrati a Rimini e Roma.
Al rito funebre dell’Aquila ha partecipato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ed erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il manager della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera, il governatore pugliese, Michele Emiliano (Matrella è originario della Puglia, ndr), e il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini. «Registriamo, attoniti una successione stressante di eventi traumatici, che, come onde impetuose, si sono rovinosamente abbattuti sul nostro territorio e sulla nostra gente», le parole dell’arcivecovo metropolita Giuseppe Petrocchi durante l’omelia, «il sacrificio di questi fratelli non è muto, ma parla: anzi, alza forte la sua voce e pone, sul futuro, una preziosa ipoteca, che non possiamo ignorare. Sono figli coraggiosi della nostra terra: noi ci inchiniamo davanti al gesto di abnegazione che hanno compiuto e rendiamo loro omaggio, dal profondo del cuore. L’Italia, attraverso la loro dedizione, ha scritto pagine nobili e belle, degne di essere raccontate al mondo. Le vite donate, infatti, sono semi di bontà, destinati a moltiplicarsi in nuove fioriture di impegno gratuito e di servizio agli altri, specialmente i più bisognosi».
Parole accarezzate e apprezzate da centinaia di operatori e volontari del soccorso presenti alla funzione. Poco prima, in chiesa, erano risuonate le note di “Fratello sole, sorella luna” e di “Signore delle cime”, con il canto della Corale L’Aquila. Tanti i messaggi letti da colleghi e amici dei quattro. «Continueremo a volare per voi e per chiunque abbia necessità della nostra assistenza», la testimonianza di un’operatrice dell’elisoccorso L’Aquila. A salutare il medico Bucci anche amici di Sulmona ed ex colleghi di Avezzano, Carsoli e Castel di Sangro.
«La favola con papà è finita», il ricordo di Lucia, moglie di Serpetti, «un padre amorevole». Parole rivolte a Giovanna e Giacomo, figli di uno degli angeli di Campo Felice.
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