E Blasioli scrive ancora all’Aca: «Perdite mai riparate in 7 strade»
PESCARA. «Quella contro l’Aca non è una contrapposizione politica, ma una campagna di civiltà, ho deciso di intraprenderla quando le segnalazioni dei cittadini sui disservizi legati all’acqua sono...
PESCARA. «Quella contro l’Aca non è una contrapposizione politica, ma una campagna di civiltà, ho deciso di intraprenderla quando le segnalazioni dei cittadini sui disservizi legati all’acqua sono diventate numerose e importanti, perché oltre a dirmi che non avevano acqua in casa hanno cominciato a denunciare il fatto che in strada, in più di un posto, l’acqua andava sprecata e persa». Con queste parole, il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli annuncia l’invio dell’ennesima pec di segnalazione all’Aca, avvenuta il 6 novembre scorso, con l’indicazione delle strade in cui si verificano le perdite d’acqua, corredate da immagini fotografiche e dal conto dei mesi in cui si attende la riparazione. Inoltre annuncia la volontà di rivolgersi alla Corte dei conti e alla Procura per denunciare «lo spreco di una risorsa fondamentale, com’è l’acqua in un periodo di pandemia, che invece richiede igiene per prevenire i contagi».
Nell’elenco delle strade segnalate da Blasioli all’Aca figura via Monte Breccioso «grossa perdita d’acqua da oltre un anno», si legge sul report inviato all’ente presieduto da Giovanna Brandelli. E poi: via Pisacane 43 «perdita segnalata tre mesi fa»; scuola Bosco, via del Santuario n° 176 «perdita segnalata il 13 agosto»; via San Donato 69, «perdita riparata in maniera sbagliata, perde da un mese»; Caprara, via De Pasquale; rotatoria dell’asse attrezzato in via Tirino «perde da tre settimane». C’è poi la situazione di via Scarfoglio, davanti alla scuola Benedetto Croce, dove secondo il consigliere regionale la perdita andrebbe avanti da un anno e mezzo.
«La carenza di acqua», spiega Blasioli, «raggiunge limiti mai visti, di certo dovuti anche alla siccità, ma che hanno una concausa dimostrata da queste segnalazioni, dall’assenza di manutenzione di reti divenute con gli anni dei veri colabrodo. Per questo sto scrivendo ad Arera e alla Corte dei conti. Ma non avendo avuto riscontro ad un accesso agli atti e non avendo ricevuto nessuna risposta sono costretto a interessare la Procura». «Io credo che mai Pescara abbia avuto e sofferto una situazione del genere», conclude il consigliere regionale, «con tanto disinteresse da parte di chi amministra la città, che si è limitato a una lettera e a sollevare proteste che non ci sono sembrate granché convincenti. A questo punto mi chiedo: se non si attivano quando a segnalare è un consigliere regionale, cosa possono aspettarsi i cittadini? In tanti hanno mandato mail e telefonato, senza avere interventi. A fronte della perdita di acqua, un bene prezioso, bisognerebbe attivarsi con procedure di somma urgenza, per mettere fine o almeno limitare questa dispersione o almeno intensificare la pronta manutenzione». (y.g.)

