E Bonaccini attacca il governo «È un piano sconclusionato»

PESCARA. Dal piazzale della scuola media Foscolo, Stefano Bonaccini ha attaccato il governo Meloni: «Il dimensionamento scolastico è un provvedimento sconclusionato: noi avremmo bisogno di aumentare...
PESCARA. Dal piazzale della scuola media Foscolo, Stefano Bonaccini ha attaccato il governo Meloni: «Il dimensionamento scolastico è un provvedimento sconclusionato: noi avremmo bisogno di aumentare i presidi scolastici nelle aree interne – e l’Abruzzo ha grandi aree interne – e invece la norma prevista dall’esecutivo Meloni farà sì che nelle aree interne avremo accorpamenti che poi rischieranno di diventare chiusure di classi o di scuole, e il rischio di classi-pollaio nelle città, che è il contrario di una didattica di qualità».
Secondo il piano di riorganizzazione scolastica, a partire dal prossimo anno scolastico, l’istituto comprensivo 1 sarà accorpato al comprensivo 7: un piano che, finora, ha ricevuto critiche anche dal centrodestra, a partire dal sindaco Carlo Masci (Forza Italia) e dall’assessore comunale alla Pubblica istruzione Gianni Santilli (Fratelli d’Italia), candidato alla Regione con la lista del presidente uscente Marco Marsilio. «Su questo tema», ha detto ancora Bonaccini, «mi sembra che dal presidente della Regione Abruzzo non siano arrivati né un grido di allarme né una richiesta di discussione, esattamente come avviene nella sanità pubblica: la stanno demolendo, se ne sono accorti tutti ma si ha paura di disturbare il manovratore. Ho fatto per 6 anni il presidente della Conferenza delle Regioni e, anche quando c’era il Pd al governo, se c’era qualcosa che andava contro gli interessi delle nostre comunità, protestavamo e chiedevamo di rivederlo. Qui invece si guarda più all’interesse del partito che della comunità».
Insieme a Bonaccini, davanti alla scuola di frontiera, c’erano il candidato presidente Luciano D’Amico e poi i candidati consiglieri Antonio Blasioli, Antonio Di Marco, Piernicola Teodoro, Graziano Di Costanzo, Leila Kechoud e Catia Ciavattella. Sul dimensionamento scolastico, D’Amico ha detto: «È una presunta razionalizzazione che penalizza i cittadini. Questa giunta regionale applica in modo aritmetico le disposizioni per il risparmio, a noi invece interessa affrontare i singoli problemi nell’interesse delle abruzzesi e degli abruzzesi, creare le condizioni per garantire i diritti essenziali, su tutti quelli alla salute e allo studio. Il nostro programma è radicalmente diverso da quello del centrodestra, puntiamo a fare in modo che le norme nazionali prendano in considerazione le situazioni di criticità. Le scuole non devono essere tagliate, sono presidi che in molte zone svolgono la doppia funzione di istruzione e formazione dei cittadini». Presente anche il segretario regionale Pd Daniele Marinelli con i consiglieri comunali Piero Giampietro, Stefania Catalano e Marco Presutti.
Poi, Bonaccini ha ripreso la parola per rivelare un dettaglio: «Sull’istruzione sta succedendo qualcosa di incredibile. Ho avuto una discussione col ministro Valditara, offrendogli una mediazione sulla sua visione della scuola: lui l’ha rifiutata, ma qualche giorno dopo il governo lo ha costretto a tornare sui suoi passi. Il problema», ha detto Bonaccini, «è che adesso c’è una norma che non si capisce: non c’è un motivo preciso per cui si taglia da una parte e non dall’altra, a me sembra che a questo punto conti l’appartenenza politica e non istituzionale». Per Bonaccini, «oggi un Paese vince la sfida economica della competitività sulla base di quello che produce e progetta, sui cervelli, sui talenti, e invece qui c’è ancora troppo abbandono scolastico, si laureano ancora pochi studenti, e quindi bisognerebbe investire prima di tutto sulla scuola: questa è la grande infrastruttura – che io vorrei di priorità pubblica – che consente a tutti di avere lo stesso livello di istruzione, educazione e formazione. Spero che anche chi ha votato per la destra e ha dei figli in età scolare si faccia qualche domanda, non per ragioni ideologiche ma di qualità della vita. I presìdi scolastici», ha concluso Bonaccini, «sono presìdi di legalità, perché aiutano a costruire relazioni sociali: quando parliamo di periferie dovremmo parlare innanzitutto di scuola».

