E Cacciagrano attacca sulle tariffe sportive: non si può penalizzare solo la piscina

15 Agosto 2015

E mentre il governo fa calare la ghigliottina sul bilancio, per i tanti, troppi, soldi da restituire allo Stato, nelle liti tra giunta e minoranza sui costi di gestione della piscina comunale, il...

E mentre il governo fa calare la ghigliottina sul bilancio, per i tanti, troppi, soldi da restituire allo Stato, nelle liti tra giunta e minoranza sui costi di gestione della piscina comunale, il consigliere d’opposizione, ex pluriassessore, Paolo Cacciagrano, apre una guerra alla politica dello sport locale, con l’obiettivo di passare al setaccio spesa per spesa, disciplina per disciplina. Se spending review e conseguenti salassi ci devono essere, questo è il giudizio di Cacciagrano, è più giusto che ci siano per tutti gli sport. Non solo per il nuoto. «Le attività natatorie svolte nell'ultima stagione, calcolate con le nuove tariffe deliberate dal sindaco Marinucci, comporterebbero un aumento dei costi per la società che gestirà gli spazi d’acqua pari a 224mila euro. Perché si vogliono incassare tutti questi soldi, se la piscina di euro ne perde 50mila? A che gioco stiamo giocando?» si chiede Cacciagrano, «e come si spiega questo accanimento nei confronti della piscina, mentre non si fa nulla sulle perdite in altri settori? Ad esempio, i campi di rugby e calcio. Dal budget pubblicato su Facebook si legge chiaramente che c’è una perdita di 76mila euro, quindi più della piscina. Considerati i contributi comunali ottenuti dal rugby, si comprende che il divario fra questi due centri di costo si amplia di più, alla faccia dei piagnistei del Marinucci sulla tagliola del patto di stabilità». (g.d.l.)