E Casa Ail ospita un’altra famiglia

Nella struttura di via Rigopiano. Il presidente: «Sono provati, ma stanno bene»
PESCARA. «Casa Ail ha accolto una famiglia di profughi ucraini, genitori con due bambini gemelli, un maschio e una femmina, di tre anni». Lo annuncia, soddisfatto, il presidente dell’associazione italiana contro leucemie e linfomi, Domenico Cappuccilli che aspettava questo arrivo da giorni. «La famigliola è ospite da noi per tutto il tempo che sarà necessario, stanno bene, solo un po’ provati».
Gli ospiti, provenienti da una delle tante città martoriate dalla guerra, sono stati alloggiati nelle stanze “Leone” e “Orsa minore” della struttura di accoglienza di via Rigopiano, dotata di camere e bagni con uso cucina. Sono giunti ieri mattina e sono stati accompagnati prima a fare la spesa al supermercato per rifornire i frigoriferi, e poi a conoscere quella che sarà la loro nuova casa, per le prossime settimane o per mesi, sino alla fine del conflitto in Ucraina. Le stanze, con 5 posti letto, sono raggiungibili in ascensore al primo piano. La famiglia ospitata avrà vitto e alloggio, le spese sono a carico dell’associazione guidata dall'avvocato Capuccilli, protagonista di un altro gesto solidale nella stessa giornata di ieri: «La Caritas mi ha segnalato una donna ucraina gravemente malata. Mi sono attivato immediatamente e ho contattato il dipartimento di Ematologia dell’ospedale. Domani (oggi ndc) la donna, appena arrivata in Italia, sarà visitata d'urgenza». (c.co.)

