E da oggi è vietato spostarsi dal proprio comune: le reazioni

Da Aielli a Pietracamela, passando per Salle e Montelapiano I sindaci dei piccoli centri insorgono: così rimaniamo isolati
PESCARA. Stop a tutti gli spostamenti. In diversi comuni medio-piccoli c’è apprensione per l’ordinanza adottata congiuntamente dal ministro della Salute e dal ministro dell’Interno che rimarrà efficace fino all’entrata in vigore di un nuovo decreto del presidente del consiglio. Da ieri, infatti, c’è il divieto a tutte le persone di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Se da una parte il ministro della Salute, Roberto Speranza, lancia l’appello: «Sono giorni cruciali. Bisogna ridurre al minimo gli spostamenti», dall’altro canto bisogna considerare le esigenze di tantissimi cittadini che non potranno uscire dal proprio comune. Non grandi centri, ma piccoli, quelli che non hanno, o che sono ridotti all’osso, i servizi essenziali come supermercati, uffici postali, banche, pompe di benzina, edicole o tabaccherie. In Abruzzo sono diversi i paesi che devono far fronte a questa situazione. «Come faremo a comprare la carne? Dove andrò a prelevare il denaro contante se non abbiamo uno sportello bancomat? Dove farò rifornimento di carburante e di pellet per il riscaldamento?». Alcune delle domande che tanti cittadini hanno fatto ai vari sindaci. «Qui da noi abbiamo solo due minimarket», racconta Enzo Di Natale, sindaco di Aielli, che dalla sua pagina Facebook cerca di rassicurare i concittadini, spiegando che si sta lavorando per trovare una soluzione. «Non ci sono le macellerie e lo sportello bancomat», continua il primo cittadino del comune marsicano. «Spero che si trovi una soluzione il prima possibile, perché con queste restrizioni non si tengono conto delle esigenze dei cittadini. Il supermercato più vicino si trova a Celano e noi abbiamo necessità di andarci per fare degli approvvigionamenti settimanali. Nelle nostre condizioni ci sono anche altri paesi come Cerchio, Collarmele, Ortona dei Marsi, Bisegna, e gran parte della Valle Subequana». Nel Pescarese le situazioni più critiche potrebbero verificarsi a Sant’Eufemia, Roccamorice, Abbateggio e Salle. Anche in questi ultimi due comuni mancano supermercati e bancomat. «Abbiamo un solo minimarket-tabaccheria», fa sapere Davide Morante, sindaco di Salle. «Per comprare frutta, verdura e carne dobbiamo arrivare a Caramanico e San Valentino. Non abbiamo nemmeno l’edicola». Non va meglio nel Teramano, dove Pietracamela, Fano Adriano, Cortino, Castelli e Castel Castagna potrebbero subire dei disagi. «Mancano bancomat, medico di base, distributore di benzina e l’ufficio postale. Bisogna trovare una soluzione», il commento di Michele Petraccia, sindaco di Pietracamela. Nel Chietino potrebbero andare in sofferenza Monteferrante, Pietraferrazzana e Montebello sul Sangro. Il sindaco di Montelapiano, Arturo Scopino, si sta organizzando, «con la Protezione civile per non far mancare i beni di prima necessità, visto che in paese non ci sono attività commerciali».
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