E dal Parco Maiella la richiesta a Zazzara: fai un passo indietro

ROCCAMORICE. «Caro presidente, non era il caso di candidarsi alla Regione. La tua decisione, del tutto legittima sul piano del diritto amministrativo, pone però il Parco della Maiella in una...
ROCCAMORICE. «Caro presidente, non era il caso di candidarsi alla Regione. La tua decisione, del tutto legittima sul piano del diritto amministrativo, pone però il Parco della Maiella in una condizione di difficoltà derivante dal carattere assolutamente inopportuno della scelta, stante anche la delicata natura giuridica dell’Ente, a prescindere dalla tua buona fede».
In queste parole, il senso della lettera scritta da Alessandro D’Ascanio, sindaco di Roccamorice ed esponente dell’ente Parco, al presidente Lucio Zazzara, presidente del parco Maiella e candidato nella lista a supporto del presidente uscente Marco Marsilio. «È grave», ritiene D'Ascanio che parla anche «a nome dei colleghi dell’ente», aver accettato una candidatura da parte del soggetto politico che prese parte, formalmente alla sua nomina, quasi a conclusione di un giro di valzer», col rischio che si palesi all’orizzonte «un conflitto d'interesse».
Toni polemici che infiammano la campagna elettorale. D'Ascanio pone un quesito a Zazzara, «più volte ripetuto in altre sedi, in queste settimane». E cioè: «Come potrai evitare l’accusa di trarre vantaggio dal tuo ruolo per fini elettorali?». Per tali ragioni, scrive D’Ascanio, «ti chiediamo di astenerti dal prendere parte alla vita istituzionale dell'Ente confidando nella comune condivisione di elementari principi della cultura politica socialdemocratica». Quindi, il sindaco di Roccamorice, che fa eco a una richiesta già avanzata dall’onorevole Luciano D’Alfonso lo scorso gennaio a Zazzara, suggerendogli la «sospensione dalla presidenza del Parco Maiella», si appella «al buon senso» del presidente.
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