E Febbo proroga al 28 luglio il bando per soldi ad aziende

22 Luglio 2020

L'AQUILA. È stata prorogata al 28 luglio prossimo l'apertura del bando, previsto nel Cura Abruzzo 2, per accedere ai finanziamenti in favore del turismo, commercio al dettaglio e altri servizi, per...

L'AQUILA. È stata prorogata al 28 luglio prossimo l'apertura del bando, previsto nel Cura Abruzzo 2, per accedere ai finanziamenti in favore del turismo, commercio al dettaglio e altri servizi, per contrastare la crisi dovuta al coronavirus. Lo slittamento (la data inizialmente indicata era quella di oggi, 22 luglio) è stato deciso dall'assessore alle attività produttive, Mauro Febbo, su richiesta della Federazione dei sette ordini dei commercialisti abruzzesi, «che hanno segnalato la sovrapposizione del bando», spiega Febbo, «al carico di scadenze fiscali, ben 257 adempimenti, a cui devono far fronte entro il prossimo 31 luglio».
Il termine ultimo per la presentazione delle domande è venerdì 7 agosto. Intanto, per il 30 luglio prossimo Febbo ha convocato imprese e organizzazioni sindacali «al fine di confrontarci sulle ulteriori iniziative da intraprendere per la ripartenza dell'economia e lo sviluppo dell'Abruzzo dopo l'emergenza Covid-19».
Febbo, che definisce «infondate e pretestuose le polemiche dell'opposizione», ricorda come «la Regione abbia messo in atto una manovra finanziaria senza precedenti, mettendo a disposizione 90 milioni di euro per imprese e professionisti. Contestualmente», sottolinea l’assessore, «si è lavorato con altri strumenti come il bando della 3.1.1, che ha avuto un successo tanto straordinario quanto inatteso e che dovremo rifinanziare con decine di milioni. È stato pubblicato anche il bando per la 3.5.1, per le start up».
«Altre risorse dovranno essere svincolate dal Cipe e ci permetteranno nuovi interventi, oggetto di discussione del tavolo del 30 luglio, come aiuti per i B&b, affitti per gli studenti universitari, bando per l'efficientemente energetico, bonus vacanze, bonus bici e aiuti ai lavoratori dello spettacolo e ai fotografi, che hanno dovuto interrompere l'attività». (m.p.)