E Febo si appella ai politici di Spoltore

Marina Febo, vice presidente del consiglio comunale di Spoltore epresidente della quarta commissione della Nuova Pescaraha lanciato un appello, durante la seduta dell’assise, ad «aprire una fase...
Marina Febo, vice presidente del consiglio comunale di Spoltore e
presidente della quarta commissione della Nuova Pescara
ha lanciato un appello, durante la seduta dell’assise, ad «aprire una fase costituente locale», ad «avviare un dibattito interno e con i cittadini» sulla fusione con Pescara e Montesilvano per la Nuova Pescara. «Mettiamoci a lavorare», ha chiesto, «rispondiamo con le nostre idee e la nostra visione del territorio a chi vuole consegnarci la Nuova Pescara come una scatola vuota. Quello che nessun altro ha finora fatto, facciamolo noi e restituiamo alla politica il significato più alto». Il compito degli amministratori di Spoltore, per Febo, «è di mettere da parte le differenze e sederci attorno a un tavolo per condividere la visione della Spoltore del futuro, preservando le nostre ricchezze e le nostre peculiarità». Il rischio, ha fatto notare, è che «si applicherà per tutti lo statuto di Pescara, se non ne sarà approvato uno nuovo», ma così «Spoltore e Montesilvano saranno solo un pezzo di territorio da annettere. E se non diciamo cosa intendiamo preservare della nostra comunità, toccherà a un commissario fare queste scelte» per cui «la politica avrà abdicato alla sua funzione». Riflessioni e sollecitazioni che partono da una «contrarietà» al progetto di fusione condivisa dal primo momento, a Spoltore, perché «calato dall’alto e senza le gambe per camminare. Il tempo ci ha dato ragione», ha detto Febo, perché «dal 2014 il processo non è progredito: non c’è né una bozza di statuto, né un progetto di nuova città né un cronoprogramma realistico o una proposta sulla quale dibattere» e i 300mila euro per la nomina di esperti «non sono stati messi a disposizione dalla Regione».
presidente della quarta commissione della Nuova Pescara
ha lanciato un appello, durante la seduta dell’assise, ad «aprire una fase costituente locale», ad «avviare un dibattito interno e con i cittadini» sulla fusione con Pescara e Montesilvano per la Nuova Pescara. «Mettiamoci a lavorare», ha chiesto, «rispondiamo con le nostre idee e la nostra visione del territorio a chi vuole consegnarci la Nuova Pescara come una scatola vuota. Quello che nessun altro ha finora fatto, facciamolo noi e restituiamo alla politica il significato più alto». Il compito degli amministratori di Spoltore, per Febo, «è di mettere da parte le differenze e sederci attorno a un tavolo per condividere la visione della Spoltore del futuro, preservando le nostre ricchezze e le nostre peculiarità». Il rischio, ha fatto notare, è che «si applicherà per tutti lo statuto di Pescara, se non ne sarà approvato uno nuovo», ma così «Spoltore e Montesilvano saranno solo un pezzo di territorio da annettere. E se non diciamo cosa intendiamo preservare della nostra comunità, toccherà a un commissario fare queste scelte» per cui «la politica avrà abdicato alla sua funzione». Riflessioni e sollecitazioni che partono da una «contrarietà» al progetto di fusione condivisa dal primo momento, a Spoltore, perché «calato dall’alto e senza le gambe per camminare. Il tempo ci ha dato ragione», ha detto Febo, perché «dal 2014 il processo non è progredito: non c’è né una bozza di statuto, né un progetto di nuova città né un cronoprogramma realistico o una proposta sulla quale dibattere» e i 300mila euro per la nomina di esperti «non sono stati messi a disposizione dalla Regione».

