E Federalberghi chiede una Tari più equa

6 Aprile 2019

Il presidente Schirato: «Presenteremo un documento ai candidati e stavolta dovranno ascoltarci»

PESCARA. «Il comparto alberghiero è in grave sofferenza e chiede di essere tutelato a partire da una equa e giusta applicazione della Tari. A breve presenteremo un documento ufficiale della Federalberghi Pescara ai candidati a sindaco di Pescara di cui la Tari costituirà uno dei passaggi su cui non faremo sconti».
A parlare, anzi a scrivere, è il presidente della Federalberghi Pescara, Emilio Schirato che, in attesa della definizione dei nomi di tutti i candidati a sindaco accende i riflettori sui problemi degli operatori: «Sono anni che ripetiamo che Pescara non è una città turistica, o meglio, non è una città per il turismo. Nonostante sorga sul mare con montagne uniche alle spalle, nonostante il suo aeroporto internazionale, la città», denuncia Schirato, «resta un piccolo capoluogo di provincia con scarsissimo potenziale all’accoglienza turistica, tanto che le strutture ricettive versano in una crisi sempre più grave. I dati del comparto alberghiero locale sono impietosi in quanto già da diversi anni si è strutturalmente più che dimezzato il turismo business, che fino a dieci anni fa da solo sosteneva le imprese del settore, e sicuramente non bastano i piccoli apporti di presenze da parte del cosiddetto turismo leisure a riportare il tasso medio di occupazione delle camere a un livello anche minimamente al di sopra della soglia di sopravvivenza».
«È sempre mancata nell’agenda politica delle amministrazioni comunali che si sono succedute una reale strategia di sviluppo strutturale del turismo nella nostra città, pensando erroneamente», va avanti Schirato, «che attrarre persone in città, mediante l’organizzazione sporadica di eventi, coincida con il fare presenze turistiche. In un contesto caratterizzato da una costante diminuzione dei ricavi, le strutture alberghiere vengono altresì gravate da costi crescenti per rispettare le sempre più stringenti normative in materia di sicurezza e igiene e da tariffe inique inerenti la fiscalità locale con particolare riguardo all’assurda Tari-tassa rifiuti che grava pesantemente su strutture che praticamente non producono rifiuti. Sono anni che rivendichiamo l’equiparazione ai fini Tari delle strutture alberghiere alle civili abitazioni in aderenza al principio “chi inquina paga” e sulla falsariga di diverse sentenze del Tar che hanno attestato come le camere d’albergo producano meno rifiuti di una civile abitazione. Ma oltre al danno la beffa, in quanto a fronte della mancata equiparazione, nel 2019 il Comune di Pescara ha introdotto nella tabella la voce “Strutture Ricettive B&B” applicando una evidente sperequazione di trattamento: se hai un albergo paghi 6 volte più di una civile abitazione, se hai un bed&breakfast paghi poco più una civile abitazione. La maggioranza dei Comuni d’Italia», fa notare il presidente di Fedarlberghi, «a partire dalla Capitale, ha correttamente equiparato nelle loro tabelle Tari la categoria dei B&b a quella degli alberghi».