E Gardaland accoglie il bimbo cardiopatico

24 Luglio 2022

Dopo la denuncia, la mamma pescarese ha ottenuto dal parco divertimenti l’ombrellone: vittoria di tutti

PESCARA. Il piccolo di due anni e mezzo ora dorme sereno sotto l’ombrellone con il fratellino di 6 anni, ignaro della battaglia di mamma Roberta per fargli avere quel piccolo posto all'ombra a Gardaland. Roberta, medico odontoiatra di Pescara, alla fine della sua battaglia racconta di aver ricevuto «la solidarietà di tutte le mamme d’Italia. Non me l’aspettavo e mi ha fatto piacere».
Alcuni giorni fa, dopo aver prenotato la vacanza con i figli a Gardaland, si era rivolta al Centro per denunciare che al figlioletto affetto da una grave cardiopatia (per la quale è necessario l’uso di un sondino per l’alimentazione), era stata negata da Gardaland la possibilità di ottenere un ombreggio vicino ai giochi acquatici di Legoland, l’area del parco dedicata ai minori di 12 anni dove la mamma avrebbe voluto portare l’altro bambino. Una denuncia a seguito della quale la direzione del parco di Castelnuovo del Garda, nella provincia Veronese, in una lettera inviata anche all'assessore comunale alle Disabilità, Nicoletta Di Nisio che si è occupata del caso, si è poi scusata per il disagio causato alla famiglia pescarese e ieri ha provveduto a concedere l'ombreggio ai fratellini.
«I miei bambini ora sono felici, ma questa non è solo la nostra vittoria», dice rasserenata la dottoressa Palmieri già in vacanza con i figli nel parco acquatico, «ma di tutte le mamme che mi hanno espresso solidarietà da ogni dove, Genova, Padova, e che hanno avuto, o avrebbero potuto avere, gli stessi problemi e magari non li hanno mai segnalati. Circa 300 mail sono arrivate alla direzione di Gardaland da parte di genitori che hanno scritto da tutta Italia per manifestare dissenso» per i diritti negati al piccolo. Gardaland resort aveva suggerito alla famiglia di «accedere all’area dall’apertura, certi che la recente implementazione dei posti all’ombra permetterà alla famiglia Palmieri di trovare un posto». Ieri il caso si è risolto così: «Siamo arrivati alle 10.30, un operatore ci ha ricevuti scusandosi per l’accaduto e ci ha messo a disposizione un ombrellone e 4 sdraio», riferisce la signora Roberta. «Mi spiace aver dovuto sollevare un polverone mediatico a livello nazionale per avere qualcosa che dovrebbe essere normale per tutti i bambini che accedono all’area gioco e che dovrebbero avere un ombrellone per riposare. Non capisco come sia stato possibile che nessuno abbia mai reclamato gli stessi diritti, finora. Speriamo che non accada mai più. Le mamme che mi hanno scritto e contattato sono state meravigliose, coinvolte in un problema che può essere di tutti». Nella missiva inviata all'assessore Di Nisio, la direzione di Gardaland scrive: «Tenendo conto delle considerazioni della signora Palmieri, cercheremo di migliorare ulteriormente gli spazi e daremo indicazioni agli operatori dell’area di rendersi disponibili a supportare in tutti i modi possibili gli ospiti con disabilità per trovare loro un posto adeguato alle loro esigenze», affinché possano «trascorrere serenamente la giornata insieme alle proprie famiglie».
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