E gli agricoltori Cospa in lotta le consegnano le loro richieste

L'AQUILA . Nei giorni caldi della mobilitazione degli agricoltori, il comitato Cospa Abruzzo coglie al volo l'occasione della visita della premier, Giorgia Meloni, che oggi pomeriggio sarà all'Aquila,...
L'AQUILA . Nei giorni caldi della mobilitazione degli agricoltori, il comitato Cospa Abruzzo coglie al volo l'occasione della visita della premier, Giorgia Meloni, che oggi pomeriggio sarà all'Aquila, all'auditorium del Parco per la firma dell'Accordo di sviluppo e coesione tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Abruzzo. Una delegazione del Comitato di agricoltori e allevatori, guidata da Dino Rossi, attenderà la Presidente del Consiglio all'ingresso della sala per consegnarle una lettera con una serie di richieste per tutelare il comparto agricolo. «Siamo pronti a muovere verso Roma con i vari presidi abruzzesi, insieme agli altri presidi di altre regioni, se non avremo il colloquio con la premier», sottolienea Rossi.
LA MOBILITAZIONE.
«L’agricoltura italiana come quella dell’intera Europa è sotto attacco dal mostro verde», scrive il Cospa, «che con i sui tentacoli sta spingendo ad una chiusura forzata le aziende agricole europee ed italiane, grazie anche alla latitanza delle associazioni agricole che, invece di sentire la base, arbitrariamente prendono accordi al vertice alle spalle degli imprenditori agricoli. Lo abbiamo visto con la nuova Pac (Politica agricola comune) calata dall’alto, che ci impone come allevare e coltivare per accedere agli aiuti, indipendentemente dalle esigenze delle aziende. Per questo», dicono gli agricoltori, «ci vediamo così costretti ascendere in piazza per difendere le nostre aziende da una morte annunciata e, soprattutto, gli italiani da un' alimentazione a base di cavallette, larve, carne e verdure sintetiche».
Il Cospa pone l'accento sull’agri-fotovoltaico «che finirà di distruggere l’agricoltura. Perché non utilizzare le zone brulle e i tetti dei capannoni invece dei campi fertili?», chiedono gli agricoltori, «siamo arrivati al punto che i nostri cereali valgono meno dei fertilizzanti e delle sementi: per acquistare un litro di gasolio occorrono 5 litri di latte al netto delle spese. Purtroppo, oltre ai problemi simili a quelli dei nostri colleghi oltralpe l’agricoltura italiana e abruzzese è attanagliata da problematiche diventate cancrenose, sotto attacco da parte del mondo ambientalista e animalista».
CONSORZI DI BONIFICA.
Anche sul piano regionale, per il Cospa la situazione non è delle migliori: «I consorzi di bonifica sono vere sanguisughe, emettono cartelle da capogiro di circa 200 euro l’ettaro, anche sulle culture dove l’acqua non viene utilizzata. Con i piani dei parchi approvati dalla giunta regionale abruzzese si sono impadroniti degli usi civici, un bene che appartiene alla comunità». Anche l’aspetto fauna selvatica è diventato un problema grandissimo, «in quanto oltre agli ormai famosi cinghiali si sono uniti mandrie di cervi che pascolano i raccolti, gli istrici divorano gli ortaggi, i lupi hanno assaltano continuamente gli allevamenti e non ci sono recinti che tengono», evidenziano gli agricoltori, che suggeriscono per i lupi un declassamento della specie da particolarmente protetta a protetta «per dare la possibilità alle regioni di attuare i piani di contenimento».
Problemi a cui, evidenzia il Cospa «si sono aggiunte la stangata del governo sull'Irpef e l’assicurazione rc auto per tutti i mezzi targati usati in azienda. Ci sono azioni che può mettere in campo il governo centrale senza intaccare la finanziaria, di concerto con le regioni, e poi ci sono le problematiche della nuova Pac a livello europeo che, con l’aiuto dei nostri colleghi d'Oltralpe, può essere modificata. È meglio mettere il gasolio nei trattori che nei carri armati: il governo è riuscito a trovare 50 miliardi di euro per l’Ucraina mungendo gli agricoltori». (m.p.)
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