E i cimiteri? L’appello di chi ha perso tutto

La mamma di Jennifer Sterlecchini e le sorelle di Anna Carlini: per noi è una necessità andare da loro
PESCARA. «Perché il 4 maggio riaprono i parchi e non i cimiteri?». Se lo chiedono tre donne che prima del lockdown raggiungevano i cimiteri della città più volte a settimana, anche tutti i giorni, per avere un contatto con le persone che più amano, morte in circostanze tragiche. Isabella e Jessica Martello, sorelle di Anna Carlini, stuprata e lasciata morire sotto il tunnel della stazione ferroviaria il 30 agosto del 2017, attendono di tornare quanto prima sulla tomba della 33enne. E non aspetta altro anche Fabiola Bacci, mamma di Jennifer Sterlecchini, la 26enne uccisa dall'ex fidanzato il 2 dicembre 2016 nell'abitazione che avevano condiviso a lungo. «Andare al cimitero è come avere un contatto diretto con nostra sorella, stata strappata alla vita», dice Isabella Martello anche a nome di Jessica. Da quando è scoppiata l'emergenza coronavirus questo contatto non è più possibile e, a quanto pare, non lo sarà neppure nelle prossime settimane. «L'ultimo decreto di Conte riapre una serie di attività, anche quelle che permettono allo Stato degli introiti, ma lascia chiusi i cimiteri. Eppure il rischio è lo stesso: nei supermercati, nei parchi e al cimitero. Per noi è un diritto negato e ci fa star male pensare che sulla tomba di nostra sorella non ci sia neppure un fiore. E parlo anche a nome di chi vive il mio stesso dolore. Certo, prego anche a casa, dove ho creato una specie di altarino, ma non è uguale», conclude Isabella Martello lanciando «un appello alle istituzioni» e assicurando di «rispettare le disposizioni sul distanziamento sociale, anche al cimitero».
«Per quanto mi riguarda sono pronta a stare altri due mesi a casa», assicura Fabiola Bacci, ma «per me è una necessità andare il cimitero perché quella è la casa di mia figlia e di chi non c'è più. Voglio andare a sistemare e, semmai non fosse possibile, potrebbe andare la Protezione civile a portare dei fiori sulle tombe dei nostri cari, come è stato fatto altrove. Cioè, se proprio non possiamo andarci noi, mandateci qualcuno». Pur essendo rispettosa delle regole imposte per evitare il contagio, tanto da uscire «solo una volta alla settimana per la spesa», Bacci si chiede come mai «vengano riaperti i parchi e non i cimiteri». E suggerisce: «Potremmo fare la fila e prendere il numero per entrare ma in genere non ci sono assembramenti, nei cimiteri. Spero che l'amministrazione faccia qualcosa».
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