E i consiglieri litigano sulle “mancette”

28 Novembre 2019

Mariani: niente per Teramo e L’Aquila. La Lega: non prendiamo lezioni da chi ha dato fondi a pioggia

PESCARA . S’infiamma la polemica tra maggioranza e opposizione sulla variazione di bilancio di oltre due milioni, inserita nella legge sulle tasse automobilistiche locali, approvata martedì dal consiglio regionale. A dare fuoco alle polveri, durante la seduta, era stato il consigliere regionale Sandro Mariani (capogruppo di Abruzzo in comune), che aveva accusato la maggioranza di «aver dimenticato i territori dell’Aquila e Teramo. Sapevo che l’epilogo sarebbe stato questo», aveva detto Mariani in aula criticando «la legge mancetta dove si dà un po’ a uno, un po’ all’altro. Avevo inserito tre iniziative lodevoli per i territori teramano e aquilano, dimenticati in questa legge mancetta. Questa maggioranza ci ha tratto in inganno, ma vi preannuncio che alle prossime commissioni ci divertiremo».
Pronta la replica dei consiglieri regionali della Lega Pietro Quaresimale, Antonio Di Gianvittorio, Emiliano Di Matteo e del sottosegretario Umberto D’Annuntiis (Forza Italia). «A dispetto dei “difensori del territorio”, Pepe e Mariani»,scrivono in una nota, «il buon senso e l’ottimo lavoro»della maggioranza di governo hanno permesso di coprire il finanziamento di 2milioni di euro da destinare ai territori feriti dalle mareggiate che a inizio mese hanno colpito la costa abruzzese». Le somme in questione sono state ricavate dal bilancio regionale, sostengono gli esponenti di governo. «I consiglieri Dino Pepe e Sandro Mariani, rispettivamente ex assessore ed ex capogruppo di maggioranza di D’Alfonso, hanno dimostrato nei fatti il loro disimpegno verso i problemi del territorio, specie quello teramano. Infatti al momento del voto il primo era assente e il secondo non ha partecipato alla votazione. Un atteggiamento irresponsabile che la dice lunga sul loro concetto di difesa del territorio, che rimane una semplice enunciazione di principio. Grazie al nostro lavoro», sottolineano, «le somme destinate al ripristino della costa saranno immesse in tempi brevissimi all’interno del processo di ricostruzione e, cosa non meno importante, si è riusciti ad evitare il ricorso a debiti fuori bilancio che avrebbero gravato non poco su Regione e Comuni. Non accettiamo insegnamenti da chi, nella fallimentare precedente legislatura, ha elargito per cinque anni milioni di finanziamenti a pioggia ad associazioni e pro loco senza criterio alcuno». (u.c.)