E il generale Nistri parla anche di terrorismo

15 Maggio 2018

Il comandante dei carabinieri: «Noi ci siamo, e cerchiamo di percepire ogni segnale di pericolo» 

PESCARA . Il sistema ha gli “anticorpi”, ed è organizzato in maniera tale da consentire di poter intervenire in via preventiva, in fatto di attacchi terroristici. Lo ha detto ieri a Pescara il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Giovanni Nistri, nel corso della presentazione del bilancio sociale dell’Inps.
«Mai dire mai, è stato detto, e non si può che sottolineare questo», ha osservato, «ma direi che, nel complesso, il sistema è organizzato in modo tale da poter cercare quantomeno di approfondire le analisi e intervenire preventivamente. Come è stato ampiamente detto dal ministro dell’Interno, dal capo della Polizia o dal comandante della Guardia di Finanza», ha sottolineato il generale, «noi ci siamo, siamo attenti, e cerchiamo di percepire nelle sedi interforze ogni utile segnale che possa in qualche modo consentirci di prevenire». L’Arma dei Carabinieri, così capillarmente diffusa sul territorio nazionale, «è in grado non solo di percepire nell’immediatezza i piccoli fermenti di un piccolo paese, ma è anche in grado tante volte di intervenire per fare da intermediario tra le esigenze sociali e quelle della politica e della pubblica amministrazione», ha aggiunto, spiegando che quella di intermediari è una «funzione che compete alle forze di polizia, e in modo particolare ai Carabinieri. Un incarico in più che siamo ben lieti di affrontare insieme con la Polizia di Stato e con la Guardia di Finanza». La nascita del polo unico di Chieti, per il generale Nistri, rappresenta «un risultato importantissimo, perché quando si parla di fare squadra, di sistema Paese, questa è una chiara dimostrazione di quello che significa una collaborazione interistituzionale». Il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, «oltre che fare gli auguri all’Inps per i suoi 120 anni», ha ringraziato «sia il presidente, sia il direttore generale e tutti i dirigenti, i funzionari e gli impiegati che hanno consentito il raggiungimento di questo traguardo. Per noi è importantissimo», ha sottolineato, «perché si tratta di intervenire a favore del nostro personale e quindi dare un ulteriore stimolo, un’ulteriore motivazione in momenti particolari della vita, la vita di tutti, quali sono quelli della richiesta di un prestito piuttosto che quelli dell’essere posto in pensione».