E il Pd oggi a Pescara tira le somme

Il partito che ha vinto all’Aquila e Pescara accoglierà D’Amico con un applauso
PESCARA. È il primo partito all’Aquila e Pescara. E in Consiglio ha piazzato sei candidati: i riconfermati Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Sandro Mariani e il nuovo entrato Antonio Di Marco.
Il Pd tira le somme delle elezioni regionali del 10 marzo scorso perse dal Patto per l’Abruzzo ma non da Daniele Marinelli, segretario regionale dei dem, che ha riportato il partito al ruolo di azionista di maggioranza delle forze progressiste abruzzesi. E oggi tiene la prima assemblea regionale del dopo voto, presieduta da Tiziana Di Renzo, sindaca di Lama dei Peligni.
L’organismo che vanta la rappresentanza più ampia del partito, con i suoi 120 componenti, si riunisce due volte l’anno. E per il 2024 ha scelto di farlo la prima volta questa sera, alle ore 18, in modalità mista, quindi in presenza a Pescara nella sala Favetta del Museo delle Genti D'Abruzzo in via delle Caserme, oppure online sulla piattaforma Zoom, per discutere sull’esito elettore.
La riunione partirà con un applauso all’ospite più atteso, Luciano D’Amico, il candidato presidente dell’ampia coalizione del Patto per l’Abruzzo, che, pur non riuscendo nell’impresa di sconfiggere l’avversario, ha conquistato sul campo i gradi e l’autorevolezza del leader dell’opposizione. L’applauso che questa sera gli riserverà la platea del Pd vuole andare oltre il grazie per l’impegno profuso e assumere il significato di una legittimazione politica.
Per il resto il partito guidato in Abruzzo da Marinelli ha ben poco da rimproverarsi. Parlano i numeri usciti dalle urne: il Pd, secondo partito in Abruzzo, è salito al 20,29% (117.498 voti) con punte rilevanti come il 28,43% (contro il 15,55 di Fratelli d’Italia) a Pescara, il vero banco di prova per il Patto; dopo aver schierato liste indubbiamente forti in tutta la regione ha conquistato due capoluoghi su quattro oltre che sei città: Francavilla al Mare, Guardiagrele, Pineto, Silvi, Spoltore e Sulmona. Su 305 comuni abruzzesi, ha piazzato la bandiera in ben 72 centri grandi, medi e piccoli.
In pratica, una evoluzione consistente rispetto a cinque anni fa e, soprattutto, se le percentuali vengono confrontate con le elezioni politiche di settembre 2022.
L’anello debole del Patto per l’Abruzzo va sicuramente cercato altrove. Ma non per questo “altrove” il Pd abruzzese, al di là della sconfitta di coalizione e degli sviluppi politici che, dopo il voto in Abruzzo, si registrano in Basilicata e Piemonte, abbandona l’idea del campo largo. Lo vogliono Elly Schlein e Marinelli. E lo vuole D’Amico. L’assemblea di oggi servirà soprattutto a ribadire questa volontà agli alleati prima di far ripartire l’opposizione in Consiglio regionale al centrodestra di Marsilio. (l.c.)
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