E il prefetto va in campo contro il degrado

15 Giugno 2021

Nasce il tavolo per le periferie: coinvolte scuole e associazioni. Di Vincenzo: ognuno sia responsabile

PESCARA. La delinquenza, il crimine, il degrado di un distretto periferico non si combattono solo inviando sul posto gli squadroni della pubblica sicurezza. La rinascita dei quartieri difficili della città non deve mostrare solo i muscoli, ma può e deve, ripartire con un «approccio culturale» alle problematiche relative alla legalità radicate sul territorio, con una «presa di coscienza di ognuno», attraverso «la responsabilità dei singoli».
Su queste basi si fonda il principio di un “tavolo delle periferie”, fortemente voluto dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, che sarà coordinato dal capo di Gabinetto, Daniela Di Baldassarre. L’idea, nata nel corso del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica del 10 giugno scorso, si concretizzerà nei prossimi giorni con la convocazione del primo incontro (ne seguiranno altri periodicamente) a cui sarà chiamata a partecipare la società civile, oltre che i rappresentanti delle forze dell’ordine.
Nel progetto saranno coinvolte le scuole (comprensivi e superiori), le associazioni di volontariato, l’università, il Comune e tutte le realtà che si occupano di rilevare le criticità delle zone periferiche cittadine, dove si alimentano decadimento culturale, infrastrutturale, sociale e microdelinquenza a livelli, talvolta, incontrollabili. Il prefetto ascolterà il loro grido di dolore attraverso l’organismo che sta per comporsi. «L’obiettivo del tavolo delle periferie», spiega in una nota la prefettura pescarese, «è promuovere un approccio integrato alla gestione della sicurezza mettendo in rete iniziative sinergiche di prevenzione e contrasto al degrado sociale e ambientale». Sulla base di analisi approfondite delle tematiche che ogni soggetto tirerà fuori nel corso degli incontri, la strada da percorrere «sarà finalizzata a migliorare la vivibilità quale presupposto per più efficaci politiche di sicurezza urbana». «Grande attenzione», viene sottolineato, «sarà dedicata alla promozione di progetti a favore della cultura della legalità con il coinvolgimento», primario, «delle istituzioni scolastiche, anche al fine di combattere la dispersione scolastica». Quelli che, per consuetudini radicate, sono indicati come «problemi di ordine pubblico», in realtà, secondo la visione del prefetto da sempre sensibile alle istanze del territorio, si possono tramutare in approcci diversi alle problematiche facendo leva sulla responsabilizzazione dei singoli. Il progetto andrà anche a ricercare «i talenti, i ragazzi meritevoli» laddove si pensa che ci possa essere scarsa educazione alla legalità, con l’obiettivo di far emergere, o riemergere, una coscienza civica.(c.co.)