E il presidente attacca il governo: «Le Regioni hanno riaperto l’Italia»

L’AQUILA. «Sono state le Regioni a far ripartire l’Italia». Nella conferenza stampa di ieri, Marco Marsilio non si è limitato solamente a controbattere alle critiche sollevatesi contro l’ordinanza...
L’AQUILA. «Sono state le Regioni a far ripartire l’Italia». Nella conferenza stampa di ieri, Marco Marsilio non si è limitato solamente a controbattere alle critiche sollevatesi contro l’ordinanza che ha disposto la riapertura dei centri sportivi. Quella del governatore è sembrata essere anche una presa di posizione contro il governo Conte, nella misura in cui è stato rivendicato il ruolo da apripista svolto dalle Regioni, ma anche dalle parti sociali e dagli altri corpi intermedi, nello stilare i protocolli di sicurezza che hanno permesso a molti settori di rimettersi in moto. «Se avessimo aspettato il governo», ha affermato Marsilio, «l’Italia sarebbe ancora ferma».
L’ATTACCO. «Dall’inizio dell’emergenza», ha dichiarato Marsilio, «ho firmato più di trenta tra linee guida e protocolli di sicurezza. L’unico protocollo recepito integralmente dal governo è stato quello sul trasporto pubblico locale, elaborato dal ministero dei Trasporti. Tutti gli altri protocolli sono stati scritti dalle Regioni perché prima del governo sono state in grado di individuare misure per la ripartenza compatibili con il rispetto delle regole per la sicurezza dei cittadini. Anche l’accordo che ha consentito la riapertura delle fabbriche e dei cantieri è stato siglato dalle parti sociali. Il governo lo ha solo recepito, limitandosi a svolgere, come per gli altri protocolli, un ruolo di sintesi. Ma per il resto ha fatto poco. Se avessimo aspettato Roma, l’Italia sarebbe ancora ferma e probabilmente le conseguenze per l’economia sarebbero state ancor più drammatiche. Tutti quelli che oggi sfottono e dicono che dovevamo osare di più», ha detto Marsilio, «sono gli stessi che dicevano, quando un mese fa davamo il permesso di tornare a fare attività motoria a livello individuale, di attentare alla pubblica incolumità. Semplicemente, continuiamo a fare quello che abbiamo fatto fin dall’inizio, non siamo schizofrenici».
I NUMERI. La correttezza delle decisioni prese fin qui dalla Regione, secondo Marsilio, è suffragata dai numeri relativi ai contagi: «Da diverse settimane stiamo rimbalzando tra zero e uno-due casi giornalieri. La situazione è sotto controllo. Abbiamo avuto tre diverse riaperture, quella del 26 aprile, quella del 4 maggio e quella del 18, eppure la curva è sempre scesa, quando magari era legittimo attendersi un nuovo picco dei contagi o tutt’al più un plateau, una loro stabilizzazione. Evidentemente le misure che abbiamo adottato, unitamente all’applicazione delle disposizioni di base come l’uso delle mascherine, il distanziamento e la sanificazione delle mani, hanno funzionato. Non entro nel dibattito se il virus sia diventato meno potente. Ci auguriamo che sia così, ma anche qualora dovesse esserci una nuova ondata ci faremo trovare pronti. Stiamo raddoppiando i posti in terapia intensiva, abbiamo ospedali più attrezzati, abbiamo fatto scorte strategiche di dispositivi di protezione e i medici sanno affrontare e curare meglio la malattia. Possiamo affrontare il futuro con più serenità e realismo».
TRA 15 GIORNI ZERO CONTAGI. Marsilio si è spinto anche ad azzardare l’ipotesi di un imminente azzeramento dei contagi: «La diminuzione dei casi giornalieri è costante e anche il numero dei positivi è sceso ormai sotto i 500. Di questo passo, tra 15 giorni non avremo più nessun malato, se non i casi più gravi, quelli legati cioè all’esistenza di altre patologie gravi». (ro.ciu.)
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