E il senegalese in cella si dichiara innocente

L’uomo arrestato per violenza sessuale oggi davanti al giudice. Guobadia (Cgil): c’è un clima odioso
PESCARA. Dice di essere innocente, di non aver violentato la donna di 39 anni che conosceva già e ha incontrato sabato al terminal degli autobus, non distante dalla stazione centrale. Ed è pronto a fornire la sua versione dei fatti. Respinge le accuse il 61enne di origine senegalese arrestato tre giorni fa dal personale della squadra volante con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una 39enne di Montesilvano. E ieri ha incontrato in carcere il suo difensore, l’avvocato Stefano Sassano, che oggi lo assisterà nel corso dell’udienza di convalida di fronte al giudice Antonella Di Carlo, prevista alle 10.30 nella casa circondariale.
L’indagato è accusato di aver abusato della donna nei giardinetti attigui al terminal degli autobus, in pieno centro, all’ora di pranzo. Lo hanno fermato mentre lui era steso sulla 39enne: sono intervenuti alcuni viaggiatori che si sono accorti della scena e hanno deciso di darsi da fare, dopo aver urlato in direzione dell’uomo, chiedendogli di fermarsi. E lui si sarebbe giustificato dicendo di essere in compagnia della moglie. Ma non è così.
La 39enne, tra l’altro, non era completamente in sé. Era stordita, poco lucida, e in un secondo momento si è scoperto che ha assunto degli psicofarmaci (la donna è in cura al Centro di igiene mentale) e che ha bevuto del vino proprio in compagnia del 61enne, incontrato al terminal degli autobus a metà mattina. L’uomo le ha offerto del vino porgendole un brick e poi le ha raccontato alcune vicende personali. A un certo punto la donna si è appisolata e si è svegliata solo quando si è accorta che l’uomo stava abusando di lei. Questa è la versione fornita dalla 39enne, che è finita in ospedale per accertamenti e poi ha sporto querela in questura, dove sono stati ascoltati i testimoni, cioè chi ha bloccato il 61enne e lo ha consegnato alla polizia, impedendogli di allontanarsi dal terminal dei bus. Stamattina, invece, sarà l’uomo a spiegare come sono andati i fatti.
Intanto sulla vicenda interviene Patrick Guobadia, responsabile regionale della Cgil immigrazione. Guobadia conosce il 61enne sa che «è un alcolista» e che «non sta bene» ma non crede alla violenza sessuale. «Non può essere», dice parlando a nome della comunità senegalese. Non manca la «solidarietà» nei confronti della donna ma il rappresentante degli immigrati per la Cgil respinge l’ipotesi che si sia consumato uno stupro. «Ci dispiace, qualsiasi cosa sia accaduta», dice ancora. «Forse c’è stato un diverbio tra i due» e comunque i fatti sono «da verificare» .
Guobadia fa riferimento anche al clima «odioso, di paura» che si respira nei confronti «del diverso, degli immigrati di colore». Ma è un clima «che noi non vogliamo». Dopo l’episodio di sabato Guobadia pensa di «incontrare la comunità senegalese» e punta anche a «una grande manifestazione». Il presupposto, per lui, è che «la violenza non sia accettabile» e che vada «difeso chi, tra gli immigrati, vuole integrarsi e comportarsi in maniera giusta in Italia. In queste ore, invece, si sta facendo una caccia alle streghe».
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