E in ristoranti e alberghi c’è il tutto esaurito

De Sanctis (Confcommercio): tante presenze da fuori. Renisi (Federalberghi): chiudiamo in positivo
PESCARA. Da 50 a 100 euro a testa. Tanto hanno speso i pescaresi per il cenone dell’ultimo dell’anno, secondo le stime di Confcommercio che insieme a Federalberghi ha tracciato «un bilancio positivo» delle festività natalizie «con pienone di presenze in bar, ristoranti e alberghi» di Pescara e Montesilvano.
Boom di presenze che vanno ad aggiungersi a quelle registrate in piazza Salotto e in corso Umberto con gli spettacoli di Loredana Bertè il primo dell'anno e Marco Papa e Vincenzo Olivieri il 31 dicembre. Ottimo risultato anche per il mercato del pesce al porto, malgrado i prezzi stellari del pescato tradizionalmente usato nelle cucine dei pescaresi nei giorni di festa.
«Ogni pescarese ha speso da 50 a 100 euro a testa per il cenone di Capodanno nei locali, almeno l’80% ha lavorato moltissimo», analizza soddisfatto Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio, «temevamo l'austerity dopo anni di Covid, guerra e carovita, invece c’è stata una ripresa in grande stile, che parte dal food. Al mercato del pesce non si è mai vista una folla così negli ultimi 10 anni, malgrado alcuni prezzi alti come gli scampi a 100 euro al chilo. E tanta gente anche al porto turistico tra cena e balli».
«Per non parlare delle migliaia di presenze trascinate a Pescara dai concerti di Capodanno», prosegue Padovano, «le file di automobilisti per la Bertè arrivavano fino a Rampigna. Tanti complimenti all’assessore Alfredo Cremonese e all’amministrazione comunale che hanno saputo organizzare un grande evento turistico e di immagine per la città. A dimostrazione che siamo un popolo che sa fare sacrifici, ma poi sa come rianimarsi, non abbiamo nulla da invidiare a Rimini o Venezia. In questi giorni di festa a Pescara c’erano tantissimi romani o provenienti da Sulmona e Roccaraso».
«Ma anche da Milano, Val Pescara e Teramano», aggiunge il vice presidente di Confcommercio, Vincenzina De Sanctis, «tornano in famiglia, ma, sono loro stessi a dirlo, vengono a Pescara per fare shopping perché la città è bella, non caotica, attrattiva e comoda da girare perché in piano e con prezzi accessibili. Il sentore è che stia accadendo come negli anni ’80, quando romani e napoletani venivano a Pescara per fare shopping. Ora speriamo con i saldi e la Befana, ma per ora possiamo affermare che da un punto di vista commerciale, non solo del comparto food, Pescara ha chiuso l'anno col botto».
Commenti positivi anche da Daniela Renisi, presidente di Federalberghi, 1.200 posti letto nelle strutture ricettive cittadine: «C’è stato il pienone negli hotel che hanno organizzato i veglioni, il Capodanno è andato benissimo. Sia Pescara, sia Montesilvano, hanno risposto bene sulle presenze, la permanenza negli alberghi non ha superato le due-tre notti», per la festa di San Silvestro, «ma tutto sommato questo periodo delle feste natalizie si è concluso in positivo».

