E in un anno 157 donne hanno chiesto sostegno

25 Novembre 2022

PESCARA. Sono 157 le donne che hanno trovato la forza di allontanarsi dalla storia di violenza e terrore nella quale erano state intrappolate; 21 le donne provenienti dal territorio regionale che...

PESCARA. Sono 157 le donne che hanno trovato la forza di allontanarsi dalla storia di violenza e terrore nella quale erano state intrappolate; 21 le donne provenienti dal territorio regionale che sono state allontanate per ricostruire la propria autonomia. Sono i dati che emergono nella Giornata internazionale della violenza contro le donne. A fornirli sono stati il Comune di Pescara e l’associazione Ananke (che dal 2005 opera in supporto delle donne vittime di violenza), ieri in uno dei 23 eventi organizzati tra il 18 novembre e il 18 dicembre per accendere i riflettori contro un fenomeno ancora troppo diffuso.
Dal 1° novembre 2021 al 31 ottobre 2022 si è registrato un incremento del 4% delle chiamate da parte di donne che hanno contattato il centro antiviolenza per la prima volta. «Un contatto che non si traduce necessariamente in una fruizione successiva dei servizi del centro antiviolenza», specifica la coordinatrice del centro Anna Teresa Murolo. Su 288 nuovi contatti, in 157 hanno iniziato il percorso. Poi ci sono 40 donne che stanno proseguendo un percorso cominciato in passato. Per l’81% dei casi, le vittime di violenza sono italiane. Hanno un’età fra i 40 e i 49 anni, anche se nell’ultimo anno sono aumentate le donne tra i 50-59 anni che hanno chiesto aiuto. Il livello di istruzione è medio-alto (44%), il 47% ha un lavoro, mentre il 35 è privo di una qualsiasi forma di indipendenza economica. I carnefici sono per lo più italiani, 78%, con un’età tra i 40 e i 49 anni, con un livello d’istruzione medio (18%) e nel 60% con un impiego.
Da oltre un anno il Comune di Pescara ha attivato il Centro aiuto maltrattanti «per consentire agli uomini di cominciare un percorso di reale consapevolezza e cambiamento. In 24 si sono rivolti al Cam e 7 sono da codice rosso», riepiloga l’assessore alle Politiche sociali Adelchi Sulpizi. «Vogliamo un faro che rimanga acceso non solo per un giorno», aggiunge il sindaco Carlo Masci. «Sempre più la violenza sulle donne sta segnando il percorso del nostro tempo. Dobbiamo continuare ad agire».
Tra le testimonianze portate a Pescara da Ananke, l’avvocato Marina Prosperi, del foro di Bologna, che si è costituita parte civile nel processo che nel 2021 si è concluso con la prima condanna in Italia, emessa dalla Corte d’Assise di Bologna, con il movente di femminicidio: «Per la prima volta, i giudici hanno stabilito», spiega l’avvocato Prosperi, «che il movente abietto e futile della morte dei quella donna, è stata la soverchiante violenza maschile che aveva la ragione di essere nel conflitto tra generi».
Per la campagna #365giorni no alla violenza, oggi proseguono gli eventi di sensibilizzazione che culmineranno stasera al Circus con Irene Grandi, Alda D’Eusanio, Paola De Simone, Luca Pompei e Tiziana Di Tonno.