E Jeunesse lascia via Nicola Fabrizi

29 Novembre 2018

Dopo 46 anni, la storica boutique si ridimensiona. Le titolari: una scelta di vita

PESCARA. «Carissime clienti». Inizia così la lettera con cui Gianna, Simona e Paola Cavalazzi, le titolari della boutique Jeunesse comunicano la chiusura della storica attività di via Nicola Fabrizi, annunciando di trasferire tutto nel punto vendita di via Roma, finora utilizzato come outlet.
Un ridimensionamento che arriva dopo 46 anni di prestigiosa attività iniziata con mamma Gianna, gran conoscitrice di tessuti e sartoria per l’esperienza maturata nei 18 anni di lavoro in un negozio di tessuti, con un locale di 35 metri quadrati alla fine di via Nicola Fabrizi, fino ad arrivare a quello che era diventata Jeunesse in questi anni: una boutique di quasi 300 metri quadrati con marchi sempre all’avanguardia e un assortimento di taglie frutto di scelta e ricerca. Ma da gennaio, dopo la vendita promozionale che parte sabato, l’insegna si spegnerà per lasciare il posto a un’altra attività su cui c’è il più stretto riserbo. Una scelta, quella delle sorelle Simona e Paola, d’accordo con mamma Gianna ,che ha suscitato incredulità e dispiacere tra le clienti storiche, ma anche tra i tanti che associavano la loro attività alla Pescara bella e di qualità che rappresentava. Di fatto le cose sono cambiate, e non è storia di adesso, tanto che le titolari ne parlano come «una scelta di vita», prima ancora che commerciale. «Siamo riuscite ad affittare il locale scegliendo un progetto che ci dà affidamento sotto tutti i punti di vista, per il resto siamo serene e soprattutto grate alle nostre clienti. Come abbiamo scritto nel nostro messaggio, è grazie alla loro fiducia», va avanti Simona, «se siamo cresciute realizzando progetti che altrimenti sarebbero rimasti sogni». Ma Simona Cavalazzi, sempre in prima linea per i problemi del centro e del commercio cittadino ammette: «Ho fatto politica, sono stata nelle associazioni di categoria, ma ormai sono stanca di dire sempre le stesse cose. Ecco, è storia di sabato scorso, a mio marito hanno fatto 90 euro di multa per essere passato su via Regina Margherita e non gli hanno neanche dato il verbale, ma la Pec. Invece mai come adesso è importante riportare le persone in centro, perché ormai l’acquisto si fa di pancia, nessuno parte da casa sapendo che cosa andare a comprare». (s.d.l.)