E l’Europa segue da vicino il caso Abruzzo

13 Maggio 2015

Nel dossier sulla balneabilità ci sono solo dati negativi. De Sanctis (Forum H2o): rischio salmonella

PESCARA. A preoccupare, per quanto riguarda il futuro del mare abruzzese, non c'è solo la perdita di due Bandiere blu, ma ci sono anche i dati sulla qualità delle acque di balneazione. Che la situazione in Abruzzo sia critica viene ripetuto, a gran voce e da più parti, da tempo. A conferma di ciò c'è anche un rapporto della Commissione Europea, elaborato nel 2014 su dati fino al 2013 (quando l'Abruzzo aveva ancora 14 Bandiere blu), che, in attesa della diffusione dell'edizione 2015, nei prossimi mesi, dipinge l'Abruzzo come una delle zone più critiche d'Italia. Esemplare, in tal senso, nelle circa 30 pagine del rapporto “European bathing water quality in 2013” (La qualità delle acque di balneazione europee nel 2013), curato dalla European Environmental Agency con i dati forniti dalle Regioni agli Stati, è una mappa dell'Europa in cui la costa abruzzese è letteralmente ricoperta di pallini rossi, sinonimo di qualità scarsa.

Una situazione unica in Italia se si considera che la cartina del Paese presenta solo altri due punti rossi, uno in Liguria e l'altro nelle Marche. «I dati contenuti nel rapporto in uscita», spiega Augusto De Sanctis del Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua, «ci parlano di una situazione ulteriormente peggiorata».

Da Martinsicuro a Pineto, da Città Sant'Angelo a Pescara, da Francavilla a Ortona e a San Vito sono numerosi i punti con qualità “scarsa” nella classificazione elaborata a marzo scorso dalla Regione su dati 2011-2014. La normativa comunitaria, tra l'altro, prevede, alla fine del quinquennio di classificazione, dal prossimo anno, la chiusura definitiva alla balneazione dei tratti con qualità "scarsa", cioè un quinto della costa abruzzese. «E' emersa la presenza di salmonella in un maggior numero di foci dei fiumi abruzzesi»,, riprende De Sanctis, «e quando inizia ad esserci salmonella diffusa la situazione non può essere sottovalutata. Arrivano al pettine tutti i nodi di una cattiva gestione ventennale da parte dei consorzi. La Fee, anche se con un po' di ritardo arriva alle stesse conclusioni dei dati ufficiali».

Lorenzo Dolce

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