E l’Ippocampo raddoppia spiaggia e servizi per fare bella la riviera di Porta Nuova

PESCARA. «Già pensare di avere uno stabilimento oggi è da folli, con tutte le spese che ci sono e l’incertezza delle leggi sulle concessioni balneari. Io, non contento, ho deciso di aprirne...
PESCARA. «Già pensare di avere uno stabilimento oggi è da folli, con tutte le spese che ci sono e l’incertezza delle leggi sulle concessioni balneari. Io, non contento, ho deciso di aprirne addirittura un altro». Sorride Pierluigi Iervese, 43 anni, titolare di Ippo beach club sul lungomare di Porta Nuova e fresco della recente inaugurazione della seconda spiaggia attrezzata divenuta in poche settimane un punto di ritrovo. Dopo aver rilevato il lido Ippocampo sei anni fa, rimodernando la spiaggia e creando la “playa privada”, Iervese all’inizio di giugno ha aperto il secondo stabilimento, la “playa segunda” dell’Ippo beach club, acquistando la concessione adiacente (l’ex Aurora che risale al 1971) e puntando tutto sui servizi destinati a un target tra i 35 e i 40 anni. «Sono legatissimo a questa parte della riviera», spiega l’imprenditore, «è la zona dove sono nato e secondo me è la più bella di Pescara. Ha tutto, ma mancavano le strutture: passato il Ponte del mare sembrava di essere in periferia o addirittura c’era chi la confondeva con Francavilla. Ho deciso di impegnarmi in prima persona per creare qualcosa di importante per la mia zona e chissà che non possa essere anche uno stimolo per gli altri balneatori».
Il senso di appartenenza per il lungomare sud è il vero motore che guida le scelte del giovane imprenditore. Oggi le richieste non mancano e l’offerta è diversificata. Sulla spiaggia di Ippo 1 ci sono 130 palme hawaiane in paglia e 100 ombrelloni, due campi da gioco, l’area bimbi, c’è lo spazio Ippolounge destinato all’apertitivo o alla serata e il ristorante a base di pesce con pizzeria annessa. A Ippo 2 si contano 210 tra palme e palmette bianche, 2 campi sulla sabbia e 2 aree attrezzate con i giochi per i bimbi, il ristorante è specializzato in carne e arrosticini fatti a mano, pizze, aperitivi e wine bar. Un servizio a 360 gradi che promette «di coccolare i clienti dalla colazione al pranzo fino all’aperitivo e alla cena».
«La prima cosa è la gentilezza e la cortesia», rimarca Iervese, «l’estate scorsa avevo una lista d’attesa lunghissima per le prenotazioni: avrei dovuto scontentare molti clienti, allora quando ho saputo che la concessione accanto era stata messa in vendita ho deciso di accendere il mutuo e rilevarla».
I clienti arrivano da tutta Pescara, ma soprattutto dal centro e da Porta Nuova, oltre alle zone limitrofe. «Quello che ho creato è tutta farina del mio sacco», aggiunge, «all’inizio in tanti hanno creduto che dietro di me ci fosse l’allenatore della Juve, Allegri, ma non è così. Siamo amici e qualche volta è venuto qui a cena, ma non siamo entrati in società. L’idea di allargarmi è stata dettata dalle richieste dei clienti che aumentavano. Forse è un tantino da folli, considerata la direttiva Bolkestein che imporrebbe di mettere sul mercato le concessioni balneari. Ma io confido che non finisca così».
(y.g.)
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