E l’Ugl va in procura: «Fatti gravi»

Il sindacato: richiami ai dipendenti di Ambiente, usati mezzi di rilevazione personale
PESCARA. Il sindacato Ugl li chiama «estremi rimedi»: «Ci siamo visti costretti, nostro malgrado, a inviare tutti gli atti alle autorità giudiziarie competenti a partire dalla Procura, guardia di finanza e Ispettorato del lavoro». Il sindacato, in una nota firmata dalla segreteria provinciale Chieti-Pescara e dalla segreteria regionale, non entra nel dettaglio ma parla di «accadimenti di gravissima entità» ad Ambiente spa, la partecipata dei rifiuti: «Ci riferiamo in modo particolare a talune lettere di contestazione di addebiti dirette ad alcuni lavoratori ove si evidenziavano singolari avvenimenti e nello specifico ad indicazioni temporali troppo puntuali; infatti», prosegue l’Ugl, «nonostante la nostra richiesta di specifiche all’azienda, la stessa non ha dato riscontro sull’uso o meno di mezzi di rilevazione personale dei dipendenti. Questo, qualora fosse confermato, sarebbe una situazione assai grave perché lederebbe, in primis, i dettami dello Statuto dei Lavoratori in essere ormai dal 1970 in materia di tutela dei dati personali, nella fattispecie della privacy». Dipendenti pedinati e filmati durante le ore di lavoro? Nessuno conferma ma l’Ugl assicura: «Un fatto davvero grave su cui torneremo prossimamente».
Il sindacato rivela poi di aver firmato degli esposti «al fine di fare chiarezza». La nota si chiude così: «Questi sono estremi rimedi con cui siamo “costretti a disturbare” le autorità preposte quando le aziende si arrogano il diritto di non condivisione dei percorsi e delle attività che devono, a prescindere, avere un punto fermo, quello del rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori ovviamente in relazione alla norma cogente».

