E la Regione cancella l’Irap Oltre 2.400 Onlus esultano

27 Dicembre 2022

La solidarietà non si tassa: per il vasto mondo del volontariato è una rivoluzione È pronta la nuova norma, sarà approvata con un importo di 1,2 milioni di euro

L’AQUILA. Cancellata l’Irap sulle Onlus, la più iniqua delle imposte perché prevedeva la tassazione dei profitti di chi opera nel sociale senza alcuno scopo di lucro. Per oltre 2.400 associazioni abruzzesi è una svolta fiscale in un momento in cui le spese di gestione sono più che triplicate a causa del caro energia. Dieci righe dell’articolo 15 della legge di Stabilità 2023, che il Consiglio regionale approverà entro fine anno, bastano per introdurre l’esenzione per il vasto mondo della solidarietà. Due comma che hanno un effetto rivoluzionario.
Il primo: «A decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1 gennaio 2023 ed altresì per i periodi di imposta 2024 e 2025 (...) è disposta l'esenzione dal pagamento dell'Irap per i soggetti passivi (...), considerati Onlus, per l’importo stimato di euro 1.200.000». E il secondo: «Agli oneri connessi all’attuazione delle previsioni di cui al comma 1, si provvede con le risorse appositamente stanziate nel Fondo “Accantonamento risorse a fronte di programmazione politica fiscale di riduzione tasse regionali”».
Le abbiamo sempre conosciute come Organizzazione non lucrativa di utilità sociale, ovvero Onlus, ma il nome attuale, introdotto dopo la recente riforma, è Ente del terzo settore (Ets), a cui si aggiungono le accezioni di Organizzazione di volontariato (Odv) o Associazione di promozione sociale (Aps), ma la sostanza degli obiettivi da raggiungere non cambia. Così come la certezza che tassarle è quanto di più iniquo si possa concepire essendo l’Imposta regionale sulle attività produttive un balzello per chi produce o scambia beni oppure offre prestazioni di servizi traendone profitti. Ma la solidarietà senza altri scopi non si può tassare.
Ne è ben convinta Anna Durante, presidente del Ceis, riconosciuta come promotrice della nuova norma che cancella l’Irap sulle Onlus.
A lei, quest’anno, è stato assegnato il premio Guido Dorso, conferito ai protagonisti, meglio dire eroi, del sociale, che ha ritirato a Roma insieme a Francesco Zazo, l’ambasciatore italiano che ha scelto rimanere in Ucraina rischiando la vita sotto le bombe.
Il suo Ceis, Centro di Solidarietà di Pescara, nasce nel 1981 e si adopera in tutto il territorio abruzzese sulle orme del Ceis di Roma, fondato nel 1971 da don Mario Picchi, che ideò il programma terapeutico-riabilitativo "Progetto Uomo". Partita come comunità terapeutica contro la tossicodipendenza, le attività del Ceis Pescara negli anni si sono arricchite di nuovi servizi per l’assistenza all’infanzia abbandonata o la lotta contro altre forme di dipendenze, come lo è il gioco d’azzardo. Oppure i gruppi speciali di aiuto-aiuto a cui partecipano decine di famiglie. In 70, attualmente, hanno posto nelle residenze assistite e semiassistite, intorno alle quali operano un centinaio di volontari mentre la scissione, che si è concretizzata in estate dal Piccolo Principe, centro per la cura e la tutela dei minori con disagio, ha finito per rafforzare le due entità del terzo settore. È stata Anna Durante, attraverso l’intermediazione del sindaco Pescara, Carlo Masci, a chiedere l’intervento del governatore Marco Marsilio e poi del presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, fino ad incontrare Maria Teresa Bellucci viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali.
Lo ha fatto senza arrendersi mai, come ama ripetere anche Andrea Sciarretta, il papà della piccola Noemi di Guardiagrele alla quale è intitolata il Progetto Noemi Onlus che assiste le famiglie con bimbi affetti da malattie gravi e rare. «Questa legge è un segnale importante», commenta papà Andrea, «perché con meno costi si hanno più possibilità di sviluppare progetti benefici». Come i tre obiettivi che la sua Onlus (vedi il sito progettonoemi.com) si pone per il 2023, quando taglierà il traguardo dei dieci anni. Incrementare la somma destinata a caregiver familiare, partito nel 2015 per dieci famiglie e cresciuto negli anni fino a raggiungere la cifra di 700mila euro sufficiente per 70 dei 100 nuclei interessati.
E poi l’apertura del reparto di terapia intensiva pediatrica dedicato nell’ospedale “Spirito Santo” di Pescara, per il quale i fondi ci sono così come la preziosa guida da parte del “Bambino Gesù” di Roma, ma la volontà dell’alta dirigenza Asl pescarese non sembra decollare. E infine il miglioramento dell’assistenza domiciliare. Non occorrono miracoli. Basta molto meno, come è accaduto per l’Irap. (l.c.)