E’ meglio non iniettarlo ai bimbi con meno di 6 mesi

10 Ottobre 2017

Il ministero della Salute risponde a 13 domande. Le più comuni e frequenti In Abruzzo si parte dal 31 ottobre. Gli esperti: sono farmaci controllati e sicuri

PESCARA. Chi, come e quando: tutto quello che c’è da sapere sull’influenza, il vaccino, i benefici e i rischi. Il Ministero della Salute risponde a 13 domande, le più comuni e frequenti, su questo argomento di attualità.
1) Che cos’è l’influenza?
L'influenza è una malattia provocata da virus (virus influenzali) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). Nello stesso periodo dell'anno in cui la circolazione dei virus influenzali è massima (in Italia solitamente in autunno-inverno) possono contemporaneamente circolare molti altri virus che provocano affezioni del tutto indistinguibili, dal punto di vista clinico, dall'influenza (Adenovirus, Rhinovirus, virus sinciziale respiratorio etc.).
2) Come si trasmette l'influenza?
L'influenza si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, in maniera diretta (tosse, starnuti, colloquio a distanza molto ravvicinata) e indiretta (dispersione delle goccioline e secrezioni su oggetti e superfici).
3) Da quando e per quanto tempo una persona con influenza è contagiosa per gli altri?
I pazienti affetti da influenza sono già contagiosi durante il periodo d’incubazione, prima della manifestazione dei sintomi. Una persona adulta può trasmettere il virus da tre a sette giorni dopo l’inizio della malattia. I bambini invece sono contagiosi più a lungo.
4) Quali sono le complicanze dell'influenza?
Le complicanze dell'influenza vanno dalle polmoniti batteriche, alla disidratazione, al peggioramento di malattie preesistenti (quali ad esempio il diabete, malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie croniche), alle sinusiti e alle otiti (queste ultime soprattutto nei bambini). Sono più frequenti nei soggetti al di sopra dei 65 anni di età e con condizioni di rischio.
5) In quale periodo è possibile vaccinarsi?
Il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre (in Abruzzo si parte dal 31 ottobre, ndr).
6) A chi rivolgersi per effettuare la vaccinazione?
Oltre ai Servizi di vaccinazione dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl, partecipano alle attività di vaccinazione anche i medici di Medicina Generale ed pediatri di libera scelta.
7) I pazienti immunodepressi possono effettuare la vaccinazione?
Il vaccino antinfluenzale stagionale, non contiene virus viventi, bensì soltanto gli antigeni di superficie del virus influenzale; quindi, anche nelle persone immunodepresse (per effetto di terapie immunosoppressive o per effetto di altre patologie) la somministrazione del vaccino antinfluenzale è sicura.
8) La vaccinazione antinfluenzale può causare malattie croniche?
I vaccini antinfluenzali non inducono nei vaccinati alcuna malattia cronica né ne aggravano il decorso quando queste sono preesistenti alla vaccinazione.
9) Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato contemporaneamente ad altri vaccini?
Il vaccino antinfluenzale non interferisce con la risposta immune ad altri vaccini inattivati o vivi attenuati. Il vaccino inattivato dell’influenza può essere somministrato insieme ad altri vaccini iniettabili, a condizione però che i due vaccini vengano somministrati in siti di iniezione differenti.
10) I vaccini antinfluenzali sono sicuri?
I vaccini autorizzati per l’uso nell’uomo, inclusi quelli contro l’influenza, sono prodotti biologici sicuri, essendo sottoposti ad una serie di controlli accurati. I controlli vengono effettuati durante la produzione (controlli di qualità e studi clinici), quindi prima dell’autorizzazione all’immissione in commercio, per la verifica degli standard previsti dalle autorità internazionali (Oms e, per quanto riguarda l’Unione Europea, Ema – Agenzia Europea Valutazione Medicinali) e nazionali.
11) Quali sono gli effetti indesiderati attesi dopo vaccinazione antinfluenzale?
I vaccini inattivati, somministrati per mezzo di iniezione intramuscolare, possono causare comunemente reazioni locali come dolenzia e arrossamento nel punto di iniezione e, meno spesso, febbre, dolori muscolari o articolari o mal di testa. Questi sintomi generalmente sono modesti e non richiedono cure mediche. Febbre, dolori e mal di testa possono manifestarsi più frequentemente nei bambini e ragazzi rispetto alle persone anziane. Raramente i vaccini antinfluenzali a base di virus inattivati possono causare reazioni allergiche come orticaria, rapida tumefazione nel punto di inoculazione, asma o gravi manifestazioni allergiche sistemiche dovute ad ipersensibilità nei confronti di determinati componenti del vaccino.
12) Quali sono le controindicazioni alla somministrazione del vaccino antinfluenzale?
Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a: lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età). La vaccinazione della mamma e degli altri familiari è una possibile alternativa per proteggerli in maniera indiretta. Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione. Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta.
13) Se si è già avuta la malattia, si può essere vaccinati lo stesso?
La vaccinazione avrà l’effetto di richiamare la memoria immunologica e si avrà un aumento della risposta provocata dalla stessa vaccinazione. La vaccinazione di un soggetto già immune per effetto della malattia “naturale” non comporta aumentato rischio di effetti collaterali. (l.c.)