E mille medici di base ora possono fare i test

Da fine mese a chi ha avuto contatti stretti con pazienti positivi
PESCARA . Dalla prossima settimana mille medici di famiglia di tutto l’Abruzzo eseguiranno test antigenici rapidi a chi ha avuto contatti stretti con un positivo ed è in isolamento senza avere sintomi. Lo prevede l’accordo integrativo sottoscritto tra l’assessore alla Salute Nicoletta Verì e i sindacati di categoria (Fimmg e Intersindacale), che applica il protocollo nazionale firmato dalle organizzazioni lo scorso 30 ottobre. Ogni medico riceverà mediamente 40 tamponi, potrà effettuare i test nel suo ambulatorio, in locali messi a disposizione dalle Asl oppure direttamente a domicilio, e riceverà per ogni esame un compenso che varia da 12 a 18 euro.
CHI PUÒ FARLO. Non si tratta di uno screening di massa. Possono essere sottoposti al test antigenico rapido solo i contatti stretti asintomatici, ovvero persone che avendo rapporti con un soggetto positivo non hanno sintomi ma sono costretti a stare in isolamento. Nelle strutture Asl, invece, potranno essere sottoposti al test anche assistiti di altri medici di medicina generale, che siano ad esempio contatti stretti asintomatici allo scadere dei 10 giorni di isolamento inseriti in una lista trasmessa dal Dipartimento di Prevenzione. «È molto importante sottolineare questo aspetto», spiega Franco Pagano, presidente regionale della Fimmg, la federazione italiana dei medici di medicina generale, «e specificare che il test viene effettuato solo ai contatti stretti asintomatici. Facciamo un esempio pratico. C’è un bimbo positivo che è in quarantena. Il papà e la mamma che lo assistono sono in isolamento e non hanno sintomi. I genitori, al decimo giorno di isolamento, attraverso prenotazione e solo dopo il triage telefonico, possono fare il tampone antigenico rapido. Chi ha sintomi, invece, non deve assolutamente fare questo tipo di test, ma deve sottoporsi al tampone molecolare che è una cosa ben diversa e non ha nulla a che vedere con questo accordo».
COME FUNZIONA. I risultati saranno registrati sul sistema informatico di tracciamento della Regione. In caso di esito positivo del test antigenico, sarà informato il Dipartimento di Prevenzione della Asl, che disporrà l’isolamento domiciliare del paziente e il successivo tampone molecolare di conferma. Se il test è negativo, il soggetto viene liberato dall’isolamento.
DOVE SI FANNO. Se i medici non hanno ambulatori attrezzati per questo tipo di esame, possono usufruire di sedi individuate dalle aziende sanitarie, dalla Protezione civile o dai Comuni. In caso di necessità, sarà possibile anche eseguire il test al domicilio del paziente. Saranno garantite le turnazioni dei medici, dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13 il sabato.
CHI LI ESEGUE. «L’accordo collettivo è obbligatorio, spiega il dottor Pagano, «quindi vale per tutti i medici di famiglia che in Abruzzo sono circa mille. Non c’è volontarietà: il test antigenico rapido rientra tra i compiti di medicina generale. Sono esentati, su loro richiesta, soltanto i medici in gravidanza o che hanno patologie gravi comprovate. Ogni medico mediamente dovrebbe ricevere 40 tamponi». Le Asl, oltre ai kit per l’effettuazione dei test, si occuperanno anche della fornitura dei dispositivi di protezione individuale per i sanitari. I medici riceveranno per ogni esame un compenso pari a 18 euro, se effettuato nel proprio studio oppure a domicilio, e di 12 euro per quelli eseguiti nelle strutture Asl. «Ringrazio i medici per la disponibilità e sensibilità dimostrate in questo momento, ribadendo il ruolo centrale che rivestono nella gestione della pandemia», dice l’assessore regionale Verì. «Solo unendo tutte le forze, dalla medicina territoriale a quella ospedaliera», conclude infine lo stesso assessore, «riusciremo a fronteggiare questa sfida, dando una risposta di salute efficace ai nostri concittadini».

