E nel 2019 partirà il monitoraggio sismico

16 Novembre 2018

La sperimentazione è condotta con l’Università. Graziosi: «Scosse rilevate in 6-7 millisecondi»

L’AQUILA . Si chiama Structural health monitoring, la sperimentazione targata Zte e Università dell’Aquila: un sistema di ausilio alla gestione dell’emergenza e monitoraggio dell’evento sismico in corso, legato alla rete 5G. I monitor posizionati all’interno del Centro di sperimentazione Zte dell’Aquila indicano chiaramente cosa accade quando arriva il segnale di un terremoto in corso.
Fabio Graziosi, docente del Dipartimento di ingegneria dell’Università dell’Aquila, illustra al pubblico presente le potenzialità dell’applicazione. Quando ha preso il via la sperimentazione?
«Nel 2013 con il progetto Incipict, finanziato con il decreto Barca sullo stanziamento dei fondi del 4%. È stato sviluppato sulla basilica di Santa Maria di Collemaggio, per tre anni; a metà dello scorso anno abbiamo avuto la possibilità di qualificarlo nell’ambito della sperimentazione 5G a metà. Adesso siamo nella fase in cui la rete comincia a essere dispiegata e utilizzabile per la parte di prima sperimentazione».
Bisognerà attendere molto per la prima applicazione pratica?
«A primavera dell’anno prossimo il sistema sarà disponibile e funzionante sull’edificio di Coppito 1 dell’Università dell’Aquila. La sperimentazione consiste in una serie di sensori accelerometrici triassiali, a bassa complessità e a basso costo, che vengono installati sulla struttura e che rilevano le vibrazioni dell’edificio quando viene sollecitata dall’esterno».
Che tipo di sollecitazioni? «Da quelle a bassa energia, come un sisma non percepito dalla popolazione, a condizioni di vento molto forte, piuttosto che il transito di mezzi pesanti in prossimità dell’edificio, che stimolano la risposta dinamica della struttura. Gli accelerometri la misurano e rendono l’informazione disponibile a chi, utilizzando questi dati, può continuamente monitorare lo stato della struttura stessa».
Il 5G applicato, quindi, alla prevenzione antisismica?
«È uno dei campi in fase di sperimentazione proprio all’Aquila per capire se ci sono condizioni di potenziale vulnerabilità degli edifici da andare ad approfondire con rilievi tecnici specifici. C’è, poi, un secondo livello di soglia, che serve a rilevare un evento severo in corso».
In tal caso, qual è l’utilità del sistema?
«Il sisma viene rilevato nella primissima fase, di esordio: il sistema apre un flusso dati, attraverso la rete 5G, verso un’applicazione di monitoraggio e controllo e lo fa contenendo il tempo di trasmissione, dai sensori all’applicazione, in meno di 6-7 millisecondi. Questo consente di intervenire immediatamente e attivare delle procedure di sicurezza come lo sblocco delle uscite o delle finestre, l’attivazione in simultanea di illuminazione automatica e la chiusura dell’erogazione del gas. Un modello di intervento che integra competenze che vanno dall’elettronica alle telecomunicazioni, sfruttando al massimo le risorse date dalla rete 5G, soprattutto in termini di trasmissione del segnale e di connessione integrata dei dati». (m.p.)