E nelle cliniche private? Si attendono solo 3 giorni

2 Aprile 2016

Basta pagare circa 140 euro e si può eseguire lo stesso esame senza aspettare La Asl promette: «Presto metteremo in rete le prenotazioni abbattendo i tempi»

PESCARA. Avete bisogno di una risonanza magnetica alla colonna vertebrale perché vi fa male la schiena? Il medico, che vi ha appena visitato, ha detto che non è urgente anche se a voi la schiena fa male lo stesso. E voi che fate? Avete due possibilità: andate al Cup, pagate un ticket da 46,15 euro e, poi, aspettate il vostro turno più di 8 mesi con pazienza: l’operatore del Cup vi dirà che dovete aspettare 276 giorni visto che, per gli oltre 300 mila residenti di Pescara e provincia, c’è a disposizione un solo macchinario per la risonanza; oppure andate in una clinica privata, pagate circa 130-140 euro e, poi, aspettate solo qualche giorno, al massimo 3 o 4: se chiedete a un operatore delle cliniche private quanto c’è da aspettare, vi risponderà sempre «poco». Di fronte a questo bivio tra la sanità pubblica e quella privata, sono in tanti a presentarsi alle cliniche private per richiedere gli esami a pagamento. Perché la differenza si misura in 100 euro. Così ruota tutto intorno a una domanda: quanto valgono più di 8 mesi di attesa passati con il dubbio di non stare bene in salute? Domanda che mette in luce la relatività della risposta: chi può permettersi di pagare 100 euro in più, non aspetterà 8 mesi per sapere il motivo del mal di schiena; tutti gli altri, quelli che devono dividere 100 euro in un lungo elenco di spese, si rassegneranno all’attesa e si terranno il mal di schiena.

Ma alla Asl spiegano anche che i privati erogano prestazioni in convenzione con la sanità pubblica secondo una quota annuale stabilita dalla Regione: con la ricetta del medico, è possibile prenotare visite ed esami anche nelle cliniche private.

Ora, il prossimo obiettivo della Asl è unire le prenotazioni: «Stiamo studiando un sistema per mettere in rete le prenotazioni», spiega la responsabile dell’Urp Maria Assunta Ceccagnoli, «con un Cup unico si potrebbe scegliere se andare dal pubblico o dal privato convenzionato». In questo modo, l’attesa si abbatterebbe. Nei mesi scorsi, ci sono stati i primi incontri tra i dirigenti della Asl e quelli delle cliniche private ma non si è ancora trovato il modo per far dialogare i sistemi informatici e la soluzione tecnica non sembra dietro l’angolo.

Ma il problema delle liste d’attesa esiste e lo sa anche il presidente Pd della Regione e commissario alla Sanità Luciano D’Alfonso che, in un decreto del 25 giugno scorso, ha scritto: «La gestione delle liste d’attesa rappresenta in tutti i sistemi sanitari uno dei problemi maggiormente avvertiti dai cittadini e l’abbattimento dei tempi di attesa è uno degli obiettivi prioritari del Servizio sanitario nazionale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA