E Pepe (Pd) sferra il suo attacco ai nuovi incarichi nei consorzi

14 Ottobre 2019

TERAMO. «La tanto sbandierata riforma dei Consorzi di Bonifica, presentata dalla Lega in Regione è, come già accaduto su altri temi in questi mesi, una “norma monca” che non tiene in considerazione...

TERAMO. «La tanto sbandierata riforma dei Consorzi di Bonifica, presentata dalla Lega in Regione è, come già accaduto su altri temi in questi mesi, una “norma monca” che non tiene in considerazione le reali esigenze dei territori e che ha, quale caratteristica principale, quella di aumentare il numero di poltrone e gli stipendi delle cariche politiche senza portare effettivi vantaggi e giovamenti al mondo agricolo abruzzese». Così attaccano i consiglieri regioinali del Pd con a capo Dino Pepe, ex assessore all’agricoltura. «Se prendiamo a riferimento gli attuali presidenti in carica i loro costi, con la riforma targata Lega, andranno a lievitare di diverse migliaia di euro annui», sottolineano i tre esponenti Dem. «La situazione diventa poi ancora più grave se consideriamo i costi dei futuri vice-presidenti: al momento questi non prendono alcuna indennità, ma dopo andranno a percepire il 15% dell’indennità di un consigliere regionale. La riforma presentata dall’assessore Emanuele Imprudente, causerà un appesantimento burocratico e un sensibile aumento dei costi qualora dovesse passare. In più andrà ad aumentare il numero dei “nominati”, come il consigliere eletto nel Comitato amministrativo, ai quali non sarà richiesta alcuna competenza specifica in materia».
Così, per il Pd, anche sui consorzi la maggioranza: «Ha come unico obiettivo quello di mettere in piedi ogni strumento utile a creare nuove poltrone. Inoltre con questa legge, l’assessore Imprudente, per un periodo non definito, avoca a sé le funzioni dei cinque consorzi di bonifica nominando dei commissari per la gestione dell’ente: un atto illegittimo se non ricorrono “gravi motivi di irregolarità”. Per di più due consorzi, Teramo ed Avezzano, hanno già indetto nuove elezioni. Così, mentre la Lega a livello nazionale grida “al voto”, in Abruzzo commissaria e impedisce libere e democratiche elezioni». E concludono: «Vorremmo che ci spiegassero quale miglioramento porterà al mondo agricolo abruzzese una riforma che ha quale unico scopo quello di incrementare i costi di gestione dei consorzi». (c.s.)