E per la fontana a secco ne mancano 22mila

Sopralluogo della commissione in piazza Le Laudi: «Il Comune non ha i soldi per poterla riparare»
PESCARA. Ventiduemila euro: è questa la cifra che servirebbe per rimettere in funzione la fontana di piazza Le Laudi spenta da circa un anno. Una cifra accessibile per un Comune come quello di Pescara che vanta un bilancio di 90 milioni di euro. Eppure, i soldi per riparare l’opera non ci sono.
L’incredibile verità è emersa ieri mattina, quando la commissione Lavori pubblici, presieduta da Piernicola Teodoro, ha effettuato un sopralluogo dopo la denuncia partita, nei giorni scorsi, dal coordinatore cittadino di Forza Italia Guido Cerolini per le condizioni di degrado in cui versa la fontana, una volta fiore all’occhiello della piazza.
«Nel ricco bilancio del Comune», ha rivelato Cerolini, «non ci sono 22mila euro per ripristinare la fontana di piazza Le Laudi. È quanto emerso oggi (ieri, ndr) in modo sconcertante, ma chiaro, nel corso di un sopralluogo su mia richiesta da Teodoro, il quale ha anche interpellato al telefono il dirigente Tommaso Vespasiano». «L’esito della chiamata», ha affermato l’esponente di Forza Italia, «è stato inequivocabile. Per far funzionare la fontana servono 22mila euro, in particolare per sostituire le pompe di sollevamento e spostare il quadro elettrico. Soldi che in bilancio non sono stati previsti e che l’amministrazione non saprebbe dove andare a prendere».
«Così», ha osservato, «piazza Le Laudi resterà nel degrado e nell’abbandono per tutta l’estate. Una soluzione inaccettabile che sarà l’ennesima vergogna. A questo punto, proponiamo di aprire una colletta tra i cittadini per donare 22mila euro al sindaco Marco Alessandrini rimasto senza spiccioli in cassa».
La fontana venne realizzata alla fine degli anni Novanta, quando l’allora sindaco Carlo Pace decise di rifare completamente piazza Le Laudi. Quella fontana fu la prima a Pescara dotata di giochi d’acqua, che dal terreno sgorgavano elevandosi a due metri di altezza. Accanto all’opera vennero realizzate anche due vasche con un motore interrato che consentiva il funzionamento dei giochi d’acqua e il ricambio d’acqua, evitando così il ristagno e la formazione delle alghe. «Oggi quella fontana è semplicemente e tristemente spenta», ha fatto notare Cerolini, «niente giochi d’acqua, niente giochi di luce, niente zampilli scenografici. La superficie di cemento colorato, che fa da base alla fontana, è ricoperta da uno strato di sabbia, mentre l’erba è addirittura cresciuta all’interno dei bocchettoni e spunta fuori dalle griglie al posto dell’acqua, segno dei mesi e mesi di abbandono dell’intera area, dove, evidentemente, nessuno si è mai preoccupato di fare una mezza opera di manutenzione». «Versano in condizioni ben peggiori le vasche», ha spiegato, «le cui pareti sono ricoperte da uno strato di colore verdastro, mentre l’acqua è chiaramente stagnante e maleodorante. Una situazione assolutamente inconcepibile e inaccettabile per quella piazza che dovrebbe essere uno dei biglietti da visita di Porta Nuova».
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