E per Marsilio il dato più significativo è il più 5,3% dell’occupazione delle donne
PESCARA. «Siamo sulla buona strada, i dati certificati da Istat e Anpal dimostrano che l'Abruzzo ha fatto molto in questi anni per favorire la crescita dell'occupazione e migliorare la situazione,...
PESCARA. «Siamo sulla buona strada, i dati certificati da Istat e Anpal dimostrano che l'Abruzzo ha fatto molto in questi anni per favorire la crescita dell'occupazione e migliorare la situazione, soprattutto riguardo alle categorie più deboli, come donne e giovani».
Così ha esordito ieri mattina il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, nel corso della conferenza stampa tenuta a Pescara, nella sede dell'assessorato al Lavoro e alle Attività produttive, insieme all'assessore, Tiziana Magnacca, e alla direttrice del Dipartimento Lavoro-Sociale, Renata Durante, per illustrare i dati occupazionali e le iniziative in materia di sicurezza del lavoro e di politiche attive.
«Appena due anni fa», ha ricordato Marsilio, «in Abruzzo il divario tra uomini e donne, in termini di percentuale di occupazione, era di oltre il 22% a favore degli uomini. Oggi la differenza si attesta al 18%, con un recupero di 4 punti percentuali rispetto al divario di genere. Inoltre, si registra quasi il 5,3% di donne occupate in più rispetto al 2021 e un tasso di occupazione complessivo in crescita, pari al 61,3%, che avvicina molto la media abruzzese a quella nazionale. Questo significa agganciare un treno che va veloce grazie anche alle politiche che il governo Meloni sta portando avanti e che (proprio ieri, ndr), è stato rafforzato con un decreto che tutti attendiamo e siamo pronti a mettere in pratica nella nostra regione».
Tuttavia, Marsilio non ha nascosto che «c'è ancora molto da fare soprattutto in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro» e, a tal proposito, si è detto «pronto a uno sforzo ulteriore perché i dati sono piuttosto negativi».
«L'ultimo anno», ha sottolineato il presidente, «è stato davvero molto brutto da questo punto di vista ed è nostro compito capire se si tratta di episodi sfortunati oppure se c'è un problema strutturale nelle modalità in cui vengono esercitati i controlli. Purtroppo, come Regione non abbiamo strumenti diretti per intervenire perché gli ispettorati del lavoro non dipendono da noi. Però, siamo parte attiva di un processo volto a migliorare le condizioni di lavoro e, com'è avvenuto con il protocollo d'intesa siglato con l'Inail e tutte le associazioni di categoria», ha concluso il governatore, «continueremo a operare in questa direzione con ancora maggiore attenzione e determinazione». (c.s.)

