E Rotondi bacchetta gli alleati: «Niente veti sulle nostre liste»

21 Dicembre 2018

PESCARA . «Accettiamo questa indicazione, che non è stata condivisa con i partiti e soprattutto non è stata condivisa con i democristiani, anche per un apprezzamento personale delle qualità di...

PESCARA . «Accettiamo questa indicazione, che non è stata condivisa con i partiti e soprattutto non è stata condivisa con i democristiani, anche per un apprezzamento personale delle qualità di Marsilio, ma nessuno ci ha consultato». Il presidente nazionale della Dc appena riunificata con l’Udc, Gianfranco Rotondi, a Pescara per incontrare i sostenitori, non le manda a dire agli alleati di centrodestra. «La nostra lista è a disposizione della coalizione, che deve rispettare il nostro progetto politico. La nostra casa è pronta ad accogliere anche i democristiani che tornano da sinistra», chiarendo che la Dc non accetterà veti su eventuali nomi, dopo «lo sgarbo » consumato ai danni del partito al quale «è stato notificato il candidato alla presidenza senza consultarci». Patti chiari, dunque, amicizia lunga. «Marsilio», ha aggiunto, «è una persona per bene, quindi non esprimiamo che apprezzamenti se non positivi. Certo, forse per la Regione sarebbe stato meglio tenere l’occhio puntato un tantino di più sui carismi locali».
Per Giampiero Catone (coordinatore nazionale della Dc), innanzitutto bisogna «ascoltare le persone. La formazione delle liste è già fatta. Abbiamo due partiti che si sono uniti e siamo disponibili ad accogliere chiunque sia vicino alle nostre idee e voglia contribuire, e non permettiamo ad alcuno di discutere sulla lista della Dc perché questo potrebbe costare caro a chiunque si permetta una cosa del genere». La segretaria regionale Angelica Bianco assicura che il partito sta già lavorando da tempo sui programmi per dare risposte su temi quali sanità, sociale, persone che hanno perso il lavoro. Enrico Di Giuseppantonio, coordinatore Udc, ha sottolineato che «l’Abruzzo deve diventare davvero una regione facile, ma non deve essere solo uno slogan, perché abbiamo nuove e vecchie povertà che vanno sostenute cercando di incrementare gli insediamenti produttivi». (a.bag.)