E sabato uscirà il nome del centrodestra

29 Novembre 2018

Bellachioma conferma l’indiscrezione mentre D’Eramo e Acerbo rilanciano sulla data del voto

PESCARA . L’attesa è finita, e sabato il centrodestra avrà il suo candidato alla presidenza della Regione. A confermare l’indiscrezione è il coordinatore regionale della Lega, Giuseppe Bellachioma. Il nome sarà deciso domani sera nel corso di un vertice che si terrà non più a Roma, ma in Sardegna, tra i tre partiti della coalizione. Tutto dipenderà dal partito sul quale cadrà la scelta del candidato della Sardegna, che secondo gli orientamenti emersi al tavolo nazionale toccherebbe proprio alla Lega. In Abruzzo, invece, dovrà essere indicato da Fratelli d’Italia, mentre in Piemonte la scelta dovrebbe spettare a Forza Italia. Il candidato governatore della Basilicata sarà un nome condiviso da tutti e tre i partiti. «Sabato», dice Bellachioma, «sapremo chi è il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo, ma non si esce da quella terna (i tre nomi già indicati da Fdi, ndr), a meno che non succeda qualcosa in Sardegna. Noi stiamo rispettando il tavolo nazionale per l’Abruzzo e pretendiamo che gli altri rispettino quello per la Sardegna. Se questo non dovesse accadere è normale che qualcosa possa cambiare». E mentre la Lega si prepara ad accogliere il leader Matteo Salvini all’Aquila «con un grandissimo evento», Bellachioma precisa che slitterà la conferenza stampa prevista per domenica per la presentazione del programma. Si tratta, spiega, di un rinvio tecnico causato dai suoi impegni parlamentari in commissione bilancio che fino a domenica sera non gli consentono di rientrare in Abruzzo.
E si riaccende anche il dibattito sulla data delle elezioni. «Nessun election day», scrive l’altro deputato della Lega, Luigi D’Eramo, «l’Abruzzo ha bisogno di un governo, e pensare di poter rinviare ancora le elezioni e spostarle a maggio è pura follia». Anche Maurizio Acerbo e Marco Fars, segretari nazionale e regionale di Prc-Se, tornano sull’argomento. «Gli esponenti di Fi che dicono no all'election day dimenticano che quando erano alla guida della Regione allungarono di mesi una legislatura finita. La stessa prepotenza partitocratica mostrano purtroppo i pentastellati. Come può Sara Marcozzi dichiarare che 8 milioni sono niente e quindi si possono sprecare non accorpando le date del voto? Centrodestra e M5S pensano di vincere o temono di calare nei sondaggi ma è davvero vecchia politica anteporre i propri interessi di bottega a quelli della comunità». (a.bag.)