E sei artisti affittano il negozio per le loro opere

Sculture, saponette, collane, pitture e oggettistica in vendita in via Fabrizi Polleggioni: «La nostra scommessa è lanciare l’arte come idea regalo»
PESCARA. Lo slogan è «da uno a un milione di euro», la scommessa è di proporre l’arte come idea regalo e di trasformare il talento dell’artista in occasione di guadagno. Che di questi tempi non guasta.
Succede in via Nicola Fabrizi, all’angolo con via Galilei, nell’ex comitato elettorale dei grillini dove sei artisti di Pescara, Montesilvano e Ortona hanno messo le loro opere insieme, e insieme hanno affittato il locale per tutto il mese di dicembre. Sono Fabrizia Arduini, Giovanna De Cesaris, Fabio Di Lizio, Valter Polleggioni, Annamaria Properzi e Roberta Valentinetti: artisti che vanno dalla grafica alla scultura, passando per la pittura e l’oggettistica e che ai pescaresi a caccia di regali natalizi propongono oggetti e opere per tutti i gusti e tutte le tasche. Dalla cartolina d’autore a un euro, alle soap opera (saponette artistiche) a tre euro, fino ai marmi che arrivano anche a 650 euro e alle fusioni in bronzo, 1.500 euro. Ogni opera, come al museo, ha accanto il nome dell’artista che l’ha realizzata.
«L’idea è partita quest’estate da Fabrizia Arduini, artista di Ortona», racconta Valter Polleggioni, anche lui ortonese che nella sua città ha realizzato, tra le altre cose, la vetrata per la cattedrale di San Tommaso e la fontana in piazza della Repubblica, «cercavamo uno spazio dove esporre e mettere in vendita le nostre opere, ma che non fosse però uno spazio museale dove ormai non va più nessuno. Cercavamo un locale sulla strada, sperando che la gente s’incuriosisse, ma la gente a quanto pare è un po’ distratta. In pochi entrano, e chi entra chiede qualcosa ed esce. Finora», va avanti Polleggioni, «si sono vendute le soap-opera di Anna Maria Properzi, a tre euro, e le collane realizzate con i legni del mare da Fabrizia Arduini a 20-25 euro. Ma sinceramente», conclude, «ci aspettavamo qualcosa di più».
Eppure ce la stanno mettendo tutta i sei artisti che a turno lavorano in questa sorta di negozio-museo, garantendo fino al 24 dicembre l’apertura a orario continuato. Tra loro ci sono artisti di professione, ma anche insegnanti precari e liberi professionisti che sperano almeno di recuperare, da questa scommessa, il costo dell’affitto. «Non so se ci riusciremo», dice scettico Polleggioni, «la nostra idea era di lanciare il messaggio dell’arte come idea regalo, ma non so se siamo stati capiti».
(s.d.l.)
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