E Spoltore apre lo sportello che aiuta le famiglie povere

SPOLTORE. E a Spoltore apore lo sportello per aiutare le persone che sono vivono in condizioni disagiate. Si chiama Sia, e sta per sostegno per l'inclusione attiva, la nuova attività che discende dal...
SPOLTORE. E a Spoltore apore lo sportello per aiutare le persone che sono vivono in condizioni disagiate. Si chiama Sia, e sta per sostegno per l'inclusione attiva, la nuova attività che discende dal ruolo di recente assegnato a Spoltore, Comune capofila dell'ambito sociale distrettuale numero 16.
Ambito al quale appartengono anche Città Sant'Angelo, Cepagatti, Pianella, Moscufo, Cappelle sul Tavo, Elice e Nocciano, che facevano parte del vecchio ambito sociale 33, e i nuovi arrivati Rosciano, Civitaquana, Catignano e Brittoli. Lo sportello Sia è all'ingresso del palazzo municipale, dove sono stati realizzati una serie di nuovi spazi. Il servizio, sotto la guida della dirigente Sabrina Di Pietro, è affidato a Jessica Di Paolo (coordinatrice) e Manuela Ruggieri (assistente sociale). L’ufficio è aperto dal lunedì al venerdì (8-14); martedì e giovedì anche il pomeriggio (15-18).
Il sostegno per l'inclusione attiva è una misura di contrasto alla povertà, adottata in collaborazione con la Regione nell'ambito di un piano nazionale. Prevede un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate, nelle quali siano presenti minorenni, figli disabili o donne in stato di gravidanza accertata. Il Sia è riservato ai nuclei familiari con Isee inferiore a tremila euro: è prevista poi una «valutazione del bisogno» mediante una scala di valutazione che tiene conto dei carichi familiari, della situazione economica e della situazione lavorativa.
«Siamo soddisfatti che questo servizio sia adesso direttamente legato alla nostra amministrazione» dice il sindaco, Luciano Di Lorito, «perché è un progetto che punta al superamento di tutte quelle situazioni di povertà estrema che la crisi economica, purtroppo, sta creando». Il sussidio può essere erogato se si aderisce a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, predisposto dai servizi sociali del Comune, in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole, compresi i soggetti privati, attivi nelle attività di contrasto alla povertà. In particolare gli enti non profit.
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