E sul rinnovo trentennale della concessione pende il ricorso al Tar

A marzo la Regione Abruzzo ha emesso un bando per l’assegnazione della concessioni delle acque minerali e termali di alcune sorgenti regionali, tra cui Fonte Sant’Antonio Sponga nel comune di...
A marzo la Regione Abruzzo ha emesso un bando per l’assegnazione della concessioni delle acque minerali e termali di alcune sorgenti regionali, tra cui Fonte Sant’Antonio Sponga nel comune di Canistro. L’obiettivo dell’allora assessore all’Ambiente, oggi sottosegretario, Mario Mazzocca, era quello di disciplinare un settore importante dell’economia abruzzese promuovendo la valorizzazione delle acque minerali e termali, nel pieno rispetto dello sviluppo sostenibile del territori interessati. Il 4 aprile scadeva il termine ultimo per la proroga della concessione ed era stato chiesto a Camillo Colella di presentare un piano industriale per puntare alla crescita dello stabilimento. Se il patron della Santa Croce avesse illustrato un progetto di sviluppo per il sito della Valle Roveto la concessione sarebbe restata nelle sue mani. Colella, però, si è presentato all’appuntamento con la Regione a mani vuote annunciando di voler partecipare alla gara d'appalto. L’iter poi è andato avanti e Colella si è aggiudicato la concessione, perché l’altra società non aveva i requisiti, presentando un piano industriale con 50mila euro di lavoro e 28 dipendenti. Sulla vicenda inoltre pende anche un ricorso del Tar, che dovrebbe pronunciarsi a giorni, presentato dal Comune di Canistro, che si è appellato al tribunale amministrativo regionale per denunciare la violazione delle regole sulla competenza e la carenza di istruttoria tecnico- amministrativa sulla nuova concessione. (e.b.)

