E sulla carenza di personale parla il sindacato

13 Maggio 2021

Di Simone (Cgil): stop a paghe da fame e orari troppo elastici, i lavoratori stagionali hanno un valore

PESCARA. «I lavoratori vogliono la garanzia del salario e la certezza delle ore di lavoro che non possono superare di gran lunga quelle pattuite per contratto. I lavoratori qualificati vanno pagati adeguatamente e a tutti vanno concessi i meritati riposi settimanali».
Alessandra Di Simone, sindacalista della Filcams Cgil, replica ai balneatori che nei giorni scorsi hanno lamentato la difficoltà a reperire personale, pizzaioli, cuochi, camerieri, baristi, lavapiatti, aiuto cucina, tuttofare in spiaggia, per avviare la stagione estiva.
«In tanti non vogliono rinunciare al reddito di cittadinanza, chiedono lavoro a nero» sostengono gli operatori del mare.
«In molti si rivolgono al sindacato», rilancia Di Simone, «per riferire di assunzioni a 15 ore settimanali, invece ne fanno 50. Oppure assunti a 3 ore al giorno, ma costretti a lavorare tutto il giorno, dalle 7 a sera. Accettano di sottostare perché ormai hanno pattuito la paga e pur di ottenerla a fine mese, rinunciano ad andare via. E se qualcuno si fa male nella sede lavorativa e si mette in malattia, perde il lavoro perché i titolari non solo non li reintegrano, ma li sostituiscono rapidamente».
Gli imprenditori riconoscono che «paghiamo lo scotto di non aver intercettato i bisogni dei lavoratori nel passato». Al mea culpa, la sindacalista ribatte: «Finalmente i balneatori si accorgono che i lavori stagionali hanno un valore e le persone vanno rispettate nei loro diritti. Il Covid ha accelerato questa sensibilità». E indica degli esempi salariali: «Un cuoco di quinto livello, secondo contratto, dovrebbe percepire 1.400 euro lordi, un cuoco qualificato almeno 200 euro in più, le persone di fatica 1.200 euro. Invece ci arrivano segnalazioni di paghe da fame con orari a tempo pieno».
È certa, Di Simone, della correttezza degli imprenditori quando sostengono che «tutti i contratti sono regolari e non accettiamo richieste di lavoro a nero». «Basta continuare su questa strada», suggerisce la rappresentante di Filcams, «assumendo personale qualificato e pagandolo adeguatamente. I lavoratori sono disponibili a orari elastici, purché non siano troppo elastici. Vogliono la certezza del salario e orario di lavoro, con giorni di riposo se proprio non sono possibili le ferie». Quanto alla ricerca del personale, Di Simone suggerisce ai balneatori, ma anche alle strutture ricettive dell’indotto, «di rivolgersi alle scuole alberghiere del territorio. Gli studenti sono preparati e competenti e possono garantire alti livelli di servizio in una città che ha appena ottenuto la Bandiera Blu e quindi deve elevare gli standard qualitativi nelle strutture balneari, alberghiere o della ristorazione».