E sulla riviera sud lavori in corso almeno fino ad aprile

4 Febbraio 2015

Camion, tubi e transenne: aperto il cantiere nell’area nei pressi del fosso Vallelunga. I cavi saranno interrati

PESCARA. Due camion, di cui uno equipaggiato con una gru e due cassonati, una grande escavatrice cingolata, macchinari di diversi tipo, una cabina elettrica, una casetta da cantiere, bagni chimici, transenne e decine di tubi. Questo lo scenario che si presenta ai passanti sul lungomare sud della città, quasi al confine tra Pescara e Francavilla, nei pressi della foce del fosso Vallelunga. Lì dove d’estate ci sono ombrelloni, sdraio, lettini e bagnanti, da circa una settimana ha aperto ufficialmente il cantiere di Terna Rete Italia per la realizzazione del cavidotto che collegherà l’Italia a Tivat, in Montenegro, per il trasporto di corrente elettrica continua.

Come si legge sul cartello dei lavori autorizzati dal Comune di Pescara, il cantiere è stato aperto lo scorso 20 gennaio e andrà avanti per i prossimi 90 giorni per la posa di cavi marini e terrestri a circa tre metri di profondità. Nelle prossime settimane, una volta terminata l’attuale fase preparatoria, si passerà all’installazione delle tubazioni nello specchio di mare antistante fosso Vallelunga per circa trecento metri. I lavori consisteranno nella perforazione e nella spinta sott’acqua dei tubi, all’interno dei quali passeranno i cavi della corrente continua. Cavi che poi proseguiranno verso l’interno seguendo il percorso del fosso Vallelunga fino all’altezza di via Tirino, per poi deviare lungo il tracciato della Tiburtina e arrivare fino a Villanova di Cepagatti dove sarà realizzata la centrale di scambio che trasformerà la corrente continua in alternata e che, grazie ai tralicci, sarà trasportata fino a Gissi.

Terna assicura che al termine dei lavori il tratto di spiaggia tornerà perfettamente allo stato antecedente ai lavori. La realizzazione di quest’opera ha generato molte polemiche, contestazioni e proteste da parte di cittadini, associazioni e comitati.

Tra le principali accuse, ci sono le autorizzazioni concesse nonostante non ci sia ancora un progetto esecutivo, e i tanti lati oscuri di un progetto che si conosce poco e non nei dettagli. Inoltre molti cittadini, nonostante le rassicurazioni di Terna, temono limiti alla balneazione nell’area del cavidotto. In molti ritengono il cavidotto dannoso per l’ambiente e per la natura e soprattutto pericoloso per chi ha un’abitazione a ridosso. L’unica limitazione certa sarà quella relativa alle attività di pesca che, fa sapere Terna, «saranno regolate come in casi analoghi, prevedendo una limitata fascia di rispetto per ragioni di sicurezza. Restano validi, in ogni caso, i divieti previsti dal codice della navigazione e dalla legislazione italiana e comunitaria per particolari tecniche di pesca».

Secondo Terna «l’impatto paesaggistico sarà nullo e la produzione di campi elettromagnetici sarà a livelli pari a quelli naturali, azzerando ogni rischio».

Nelle scorse settimane erano anche apparsi, sul ponte del Vallelunga, degli striscioni di protesta contro l’annunciata apertura del cantiere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA