E vivere in città conviene Spesa e rifiuti costano meno
L’associazione dei consumatori ha esaminato prezzi e tariffe di 18 comuni Il capoluogo adriatico vince la sfida, a fare gli acquisti a Pescara si risparmia
PESCARA. Vivere a Pescara costa meno che in altre città nella fase post-Covid, non solo per fare la spesa, ma anche per i servizi offerti da professionisti e artigiani. E anche la tariffa sui rifiuti risulta meno cara di altre zone del paese. Il primato del capoluogo adriatico è scritto in uno studio realizzato dal Codacons, che ha preso in esame prezzi e tariffe in 18 grandi città italiane, dislocate su tutto il territorio, da Aosta a Cagliari passando per Roma, Milano, Bari, Perugia, Palermo e Ascoli Piceno, solo per dirne alcune.
E, tra tutte quelle esaminate, Pescara è il centro dove risulta più conveniente vivere. Le spese messe a confronto sono tante, essendo stato realizzato «un paniere composto da 31 voci tra beni e servizi», spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Andando a guardare il costo totale del paniere si scopre che «per acquistarlo a Pescara si spendono complessivamente meno di 591 euro, mentre a Milano, per le stesse voci, si sale a 853 euro, con una differenza di 262 euro». Le città più vicine a Pescara, come importo di spesa, sono Ascoli Piceno e Catanzaro, dove la cifra complessiva necessaria per il paniere supera di poco i 600 euro, mentre le più costose, subito dopo Milano, sono Cagliari e Napoli.
Nel paniere ha un certo peso la parte alimentare che comprende una discreta lista di cibi da portare a tavola, tra cui pane, carne, frutta, verdure e anche pesce. Le rilevazioni del Codacons hanno permesso di scoprire che fare la spesa nella città adriatica costa 82,56 euro (la media nazionale è di 87,24 euro), ma non è la città meno cara: il podio spetta a Napoli (72,24 euro), seguito subito dopo da Catanzaro (73,17 euro), mentre la più cara è Milano (con 109,04 euro). Spiccano delle curiosità: il pane, ad esempio, costa un occhio a Venezia, cioè 5 euro al chilo e 1,89 euro a Napoli (a Pescara 2,89).
La città che ha dato i natali a D'Annunzio risulta appetibile anche per la tariffa rifiuti: qui la media è di 227 euro contro, ad esempio, i 508 euro di Napoli, ma la più conveniente è Trento (193 euro). La città adriatica risulta particolarmente economica, anzi la più conveniente in classifica, se a questa voce si aggiungono i servizi offerti dai professionisti. Il Codacons ha rilevato quanto si spende per un’otturazione dal dentista e una visita ginecologica e poi ha studiato i prezzi di parrucchiere, benzinaio, lavanderia equilibratura e convergenza gomme auto, senza tralasciare una serie di beni che fanno parte della quotidianità, come caffè e cappuccino al bar o biglietto del bus.
A fronte di una media nazionale di tutti questi servizi di 642 euro, Pescara si attesta su 508 euro, mentre a Napoli la spesa schizza a 747 euro (subito dopo ci sono Milano e Cagliari). Anche in questo ambito si notano alcune differenze: per lavare e stirare un abito da uomo si arriva a pagare 17,78 euro a Genova, mentre a Torino si scende a 8,12 euro, meno della metà, e a Pescara siamo sugli 8,71 euro. E ancora il biglietto del bus più caro si compra a Milano (2 euro).
©RIPRODUZIONE RISERVATA

