Eccidio a Baghdad nel giorno di Hollande

3 Gennaio 2017

I 39 uomini uccisi, in cerca di un lavoro, in trappola su un furgone bomba. «Colpo di coda del Califfo»

BAGHDAD. Ancora decine di morti a Baghdad in una serie di attentati terroristici - di cui il più grave rivendicato dallo Stato islamico - poco dopo che il presidente francese Francois Hollande era arrivato in città per rinnovare l’impegno di Parigi al fianco del governo iracheno nella guerra all’Is. L’attacco più grave, con un bilancio di 39 morti e una sessantina di feriti, è avvenuto a Sadr City, un vasto sobborgo sciita nell’est della capitale irachena, più volte preso di mira dagli attentati dell’Is, e prima ancora di al Qaida in Iraq, a partire dal 2003, anno della caduta del regime di Saddam Hussein.

Secondo i testimoni, un furgone bomba è stato fatto saltare in aria da un kamikaze in un affollato mercato di frutta e verdura, dove l’attentatore aveva attirato intorno a sé una piccola folla fingendo di volere ingaggiare lavoratori giornalieri. «L’attentatore ha fatto saltare in aria il furgone dopo che gli uomini in cerca di lavoro vi erano entrati» ha spiegato il primo ministro iracheno Haidar al Abadi durante una conferenza stampa congiunta con Hollande. Poco dopo l’Is ha rivendicato l’attacco, insieme a un altro avvenuto sabato nella capitale che aveva provocato 28 morti. Ma altre sette persone sono morte in altre esplosioni avvenute nelle ore successive sempre nella parte orientale di Baghdad. Il portavoce del ministero dell’Interno, Saad Maan, ha detto che un’autobomba è esplosa vicino all’ospedale Al Kindi, sulla via Palestina, mentre un’altra è stata fatta saltare in aria nei pressi dell’ospedale Al Jawader, anch’esso a Sadr City.

Al Abadi ha invitato a «essere prudenti e rimanere in allarme» per quelli che ha definito «i colpi di coda» dell’Is, mentre le forze governative «stanno colpendo duramente la testa» dell’organizzazione con l’offensiva in corso su Mosul dal 17 ottobre. L’esercito ha riconquistato un quarto di quella che è la “capitale” dello Stato islamico fin dal 2014. La settimana scorsa le operazioni sono riprese dopo una sosta di due settimane, dovuta all’accanita resistenza degli jihadisti e al maltempo che ostacolava i raid aerei della Coalizione internazionale a guida Usa, di cui fa parte la Francia. Hollande ha ribadito l’impegno del suo governo, affermando che combattere l’Is in Iraq serve anche a «prevenire gli attacchi sul territorio francese». Incontrando il presidente iracheno, Fuad Massum, Hollande si è detto ottimista, affermando che «il 2017 sarà un anno di vittoria» contro il terrorismo.