Ecco Elice, il paese blindato: residenti “prigionieri” in casa

20 Marzo 2020

Ora è zona rossa. Il sindaco De Massis: controllo fisso su Lungofino e chiusura strade interne ma la popolazione è disciplinata anche se non si può uscire fuori dai confini comunali 

ELICE. La prima giornata di un mondo nuovo. Diverso. Più stretto, ma anche pieno di speranza. Elice ha vissuto in questo modo le prime 24 ore da zona rossa, unico comune pescarese inserito nell'ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio, con cui mercoledì pomeriggio sono stati chiusi i centri della Val Fino. Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Arsita, Bisenti, Montefino. Tutti blindati per battere il coronavirus. Ieri il piccolo centro (1.800 abitanti) a confine con la provincia di Teramo si è svegliato con la strana sensazione di non poter uscire fuori dai confini. Per carità, i provvedimenti contenuti nel dpcm del 9 marzo avevano già obbligato le persone a non uscire dalle proprie abitazioni, ma sapere di non poter mettere il naso fuori dai confini comunali, nemmeno per andare a lavorare, ha un sapore diverso. Anche solo psicologicamente. Il sindaco Gianfranco De Massis, che insieme ai colleghi della Val Fino ha chiesto per giorni l'adozione di tali misure - conseguentemente all'aumento dei casi di positività al Covid-19 nel suo Comune - ha parlato di una popolazione disciplinata. «Le persone stanno rispondendo bene e devo dire che anche ieri mattina, dopo il provvedimento che ci ha inserito all'interno della zona rossa, hanno mantenuto il consueto ordine. Per strada non si vede quasi nessuno, chi esce lo fa solo per andare a fare la spesa o acquistare beni di prima necessità. Certo, la novità riguarda soprattutto chi lavora fuori dal Comune. Anche qui serve chiarezza: a meno che non sia impiegato in attività essenziali, come sanità o generi alimentari, non può uscire nemmeno per recarsi sul luogo di lavoro». Motivo che ieri mattina ha fatto storcere il naso a qualcuno: «Capiamo il disappunto, ma dobbiamo essere tutti consapevoli che stiamo combattendo la battaglia più importante e i sacrifici vanno fatti. I lavoratori avranno tutte le attenuanti e le giustificazioni del caso, adesso però devono restare a casa». E per essere ancora più chiaro ribadisce: «Chi esce non rientra». A tal proposito nel pomeriggio di ieri, in cui è arrivata inoltre la notizia di due nuovi casi di positività al coronavirus, dato che porta a otto il totale dei contagiati nella sola Elice, il sindaco ha avuto una riunione con tutte le forze in campo.
«Abbiamo deciso di piazzare un posto di controllo permanente sulla Lungofino, che rimarrà in servizio sempre. Accanto a questo, il piano prevede il monitoraggio di tutte le vie di accesso e di uscita al fine di garantire il 100% dell'efficacia del provvedimento. Inoltre, le strade interne che potrebbero essere utilizzate per muoversi, in alcuni casi sono già state chiuse e in altri le stiamo chiudendo attraverso l'utilizzo dei jersey, in modo da non consentire il passaggio dei mezzi». Nonostante lo scenario però, De Massis non perde l'ottimismo e alla sua gente dice: «Ce la faremo. Tutti insieme. Rispettiamo quello che ci viene detto e ne verremo fuori. Ne sono certo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA